Nel cuore di Roma, incastonata come un gioiello opacizzato tra vie e viuzze che raccontano ognuna pezzi di una storia orgogliosa, sorge piazza San Silvestro. Grande e maestosa, paga come tante altre meraviglie capitoline il prezzo della moderna incompetenza della politica. La piazza, che prende nome dalla chiesa di San Silvestro in Capite, voluta nell'VIII secolo da papa Paolo I, vanta una corona di importanti palazzi, da quello dell'Acqua Pia antica Marcia, costruito su progetto di Michele Busiri Vici, a Palazzo Marignoli, edificato a fine '800. Nel dopoguerra, la piazza divenne uno dei più importanti capolinea dei bus che collegano il centro al resto di Roma. Finché nel 2011, con quello che allora sembrò un colpo magistrale, un omaggio alle politiche ecologiche e alla rivalorizzazione di un centro storico assediato dal traffico, si decise la pedonalizzazione, affidandone il restyling all'archistar Paolo Portoghesi. Via i bus, con il loro caotico carico umano e i serbatoi pieni di gasolio, e riconquista della piazza e delle sue bellezze trascurate. Un punto di incontro tra architetture di ieri e di oggi per regalare alla città un nuovo, moderno salotto: vivo, pulsante, allegro. Peccato che talvolta anche i grandi artisti sbagliano non trovano il giusto mix tra idee belle e loro contestualizzazione - e che committenti politici ignoranti, distratti o semplicemente menefreghisti, non siano in grado di accorgersene.