Ora spera Padova 1987: Venezia e la sua laguna 1994: Vicenza1996: le ville venete 1997: l'Orto botanico di Padova 2000: Verona per il suo centro storico 2009: le Dolomiti per il panorama La Città del Santo propone la Cappella degli Scrovegni. Verdetto nel 2020 VENEZIA. Se il voto finale del 7 luglio a Baku (Azerbaijan) confermerà le aspettative, le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene diventeranno il sesto sito veneto che l'Organizzazione delle Nazioni unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) ha finora iscritto nella «lista del patrimonio mondiale dell'umanità». La prima a entrare nell'olimpo dei luoghi «riconosciuti e protetti come contesti d'eccellenza del patrimonio culturale e ambientale» è stata Venezia, e la sua laguna, nel 1987; nel 1994 l'onore è toccato a Vicenza e due anni più tardi a 24 ville progettate nel '500 da Andrea Palladio nella provincia berica e in quelle di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia e Verona. Nel 1997 l'ambito sigillo è andato all'Orto botanico di Padova, che svolge anche attività scientifica e didattica e occupa un posto di primo piano in campo botanico internazionale; nel 2000 è stata accolta la candidatura di Verona, per la conservazione dell'originario impianto urbanistico del centro storico e relativi duemila anni di evoluzione. Nel 2009 è infine arrivato il «sì» alle Dolomiti, per i 141.903 ettari compresi fra Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone e Udine, forti di 18 vette sopra i 3mila metri e di un panorama mozzafiato. Ora in corsa per il 2020 c'è ancora Padova, con «Urbs Picta», candidatura che comprende Cappella degli Scrovegni, Palazzo della Ragione, Battistero, Cappella della Reggia Carrarese, Chiesa degli Eremitani, Oratori di San Michele e San Giorgio e Basilica di Sant'Antonio. «Confidiamo che la promozione delle Colline del Prosecco sia di buon auspicio per il nostro progetto dice Andrea Colasio, assessore padovano alla Cultura è una vittoria per tutta la regione. Da noi gli ispettori dell'Unesco arriveranno tra luglio e settembre, a verificare i siti e il dossier da noi inviato. A luglio 2020 avremo il responso». I luoghi inseriti nella lista del patrimonio mondiale e sottoposti a tutela Unesco ricevono fondi dal governo, ma non così importanti come si potrebbe pensare: per il 2019 sono stati stanziati 1.817.930 euro a favore di 19 realtà. «Il riconoscimento non porta molti finanziamenti ma è fondamentale perché rappresenta un impegno a continuare a proteggere, mantenere e migliorare un'eccellenza spiega Guido Beltramini, direttore del Palladio Museum di Vicenza . E sarà lo stesso per le colline del Prosecco, sistema ecocompatibile e bene ambientale. La loro scelta è un vero colpaccio, è la consapevolezza di un'importanza avvertita anche all'estero. Bravi, è un momento favoloso per tutti, una bellissima notizia. A noi chiude Beltramini il sigillo Unesco suscita senso di responsabilità, ma anche una grande forza morale». «E' un prestigio che conferma il momento felice del Prosecco, il prodotto italiano più popolare anche all'estero osserva Pieralvise Serego Alighieri, discendente di Dante e a capo delle cantine di famiglia, ricche di una tradizione secolare in Valpolicella . Però va meritato nel tempo. Nel senso che le buone pratiche premiate devono essere conservate e perfezionate». Infatti i siti veneti sotto l'egida dell'Unesco richiedono una particolare tutela e promozione. Dal 2003 la Regione è iscritta all'associazione «Città e siti italiani Patrimonio mondiale Unesco», che si occupa proprio della salvaguardia e della valorizzazione dei luoghi descritti, in collaborazione con l'Università e altre istituzioni. Dal 2007 Palazzo Balbi fa parte del Comitato tecnico scientifico dell'associazione ed esercita attività di coordinamento per i siti del proprio territorio. «E' una grande opportunità far parte delle realtà patrimonio dell'umanità riflette il professor Gian Mario Villalta, docente e scrittore che ha lavorato al Consorzio del Prosecco è un riconoscere se stessi sotto il profilo culturale. Le colline del Prosecco sono un mondo produttivo vivace, giovane, premiato per la capacità di coniugare il modo di lavorare e di abitare quella zona, che ha bisogno di fiducia, consapevolezza di sè, forza. La cultura del paesaggio comprende tutto». Unica voce fuori dal coro quella di Tiziano Scarpa, scrittore veneziano: «Il riconoscimento Unesco è il bacio della morte. Prelude a uno snaturamento mortifero dei luoghi e delle identità che fanno la differenza e che così si omologano al resto del mondo».
Corriere della Sera
8 Giugno 2019
✓ Entità verificate
Unesco. Da Venezia alle Dolomiti: Porta pochi fondi ma popolarità.
MI
Michela Nicolussi Moro
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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