C'è un nome che si fa sempre più insistente per la direzione del Museo del Cinema: quello del critico d'arte Luca Beatrice. Alla Mole le sue quotazioni, infatti, sarebbero in crescita. L'ente ha appena «sistemato» la questione Lovers Film Festival, con la nomina di Vladimir Luxuria alla direzione, che però ha scatenato le polemiche per le modalità con cui è avvenuta. Ma resta ancora da sciogliere il nodo più importante, quello del successore di Alberto Barbera che si attende da oltre due anni, dopo due bandi andati a vuoto e un terzo che si è chiuso il 15 aprile, con circa cinquanta candidature. Tra queste spicca il profilo di Luca Beatrice, che dopo essere stato accostato alla nuova giunta regionale di centrodestra come possibile assessore alla Cultura, ora sembra indirizzato verso la direzione del Museo del Cinema. È un nome, il suo, che oltre ad avere l'appoggio della Regione, sembra riscuotere un certo gradimento anche da parte delle fondazioni bancarie, mentre il Comune di Torino, per adesso, non avrebbe posto particolari ostacoli a una sua nomina. Le bocche, però, restano cucite. In questa delicata fase, infatti, i vertici del Museo del Cinema intendono conservare il massimo riserbo. L'altra partita, ancora tutta da giocare, riguarda invece la riorganizzazione del personale. Sono attesi, in questo periodo, i risultati dell'analisi sulla situazione interna commissionata alla Praxi, che dovrebbe realizzare una semplice mappatura dei dipendenti e dei rapporti tra i vari settori, da cui partire con gli interventi di razionalizzazione per rendere più efficiente la macchina del museo. Questa e la guida del Torino Film Festival (il mandato di Emanuela Martini scadrà a fine anno) saranno probabilmente le prime pratiche a finire sulla scrivania del nuovo direttore.