La svolta Palazzo Marino risponde alla proposta di Borgonovo: sì al ridisegno urbanistico. Il dibattito tra i commercianti L'assessore Del Corno: non più di 10 l'anno e un esponente della Curia nel comitato di gestione Comitato Duomo aperto a un rappresentante della Curia. E la proposta di limitare il numero di eventi in piazza del Duomo. Una decina in tutto contro i 30 di media che si svolgono ogni anno. L'assessore alla Cultura Filippo Del Corno apre alle richieste di monsignor Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo, e rilancia: «Perché non creare una struttura che ridisegni la piazza?». Monsignor Borgonovo, arciprete del Duomo, chiede di creare un comitato di gestione per «governare» gli eventi in piazza del Duomo. Assessore Filippo Del Corno ci sono troppi eventi nella piazza che ospita la Cattedrale? «Intanto vorrei dire a monsignor Borgonovo che un comitato esiste già ed è quello che sovrintende le occupazioni di suolo pubblico nei luoghi di pregio della città, tra cui piazza Duomo. Il comitato interassessorile presieduto da me in veste di assessore alla Cultura, vede insieme gli assessori alla Moda e allo Sport, Cristina Tajani e Roberta Guaineri, la Soprintendenza e la polizia municipale. Raccolgo positivamente la suggestione del monsignore e propongo che un rappresentante della Curia partecipi al comitato per quanto riguarda le concessioni della piazza». Non ha risposto se gli eventi in piazza Duomo sono troppi e se c'è bisogno di più regolamentazione. «Credo che si possa fare di meglio attribuendo al comitato una funzione che oggi non ha: quello di programmare gli eventi limitatamente alla piazza. Di media gli eventi all'anno sono una trentina. A oggi, le occupazioni di suolo concesse sono state 24, in coda ci sono altre dieci richieste. Secondo me dovremmo cercare un equilibrio tra la dimensione animata della città con il rispetto complessivo della piazza». Come si trasforma in numeri questo equilibrio? «Penso a una decina di manifestazioni: quattro iniziative legate allo spettacolo, tre sportive e tre a carattere sociale. Attribuiamo al comitato il compito di programmare quelle attività che per qualità e storia hanno il diritto di poter essere ospitate nella piazza. Credo sia possibile». La realtà è che tutti richiedono come location piazza del Duomo perché richiama gli sponsor e nessuno vuole andare in periferia. «Dobbiamo superare questo pregiudizio. Milano ha tanti luoghi straordinariamente belli e attrattivi. Ricordiamo però che piazza del Duomo ci ha permesso di fare cose importanti in periferia. Penso a Bolle che si è esibito alla Martesana e alla Barona per chiudere in Duomo». Tra gli eventi «programmabili» non ha citato la politica. Non le è andata giù la manifestazione di Salvini con i sovranisti europei? «La politica deve stare in piazza del Duomo. Non ho nessuna vicinanza o simpatia per la Lega o per Salvini ma il fatto che abbia raccolto i militanti per una manifestazione è un fatto rilevante. Le piazze sono questo. Credo che la politica debba abitare piazza del Duomo come succedeva tanti anni fa». I concerti rock mettono a dura prova le vetrate della Cattedrale. «Piazza Duomo non può essere un luogo prestigioso ed esclusivo. Deve essere la piazza in cui tutta la città si riconosce con tutte le inevitabili contraddizioni, la compresenza di interessi e aspettative diverse. Trovo legittimo che due volte l'anno le ragazze e i ragazzi della nostra città possano ballare e ascoltare la musica che gli interessa nella piazza principale della città». Detto da lei, compositore colto, d'avanguardia, suona strano. «Pensare che la musica pop non abbia diritto di cittadinanza è un errore. Non esiste musica di serie A e di serie B. Credere che Sting ed Elisa non possano suonare il piazza del Duomo è un grande errore». Monsignor Borgonovo fa dei rilievi anche di carattere urbanistico e sollecita che al posto di «alberi piantati estemporaneamente» (le palme, ndr) si realizzi un giardino e magari un piccolo teatro. «Credo che anche questa sollecitazione possa trasformarsi in una possibilità. Raccolgo e rilancio. Perché non creare una struttura che fa capo all'assessore all'Urbanistica, Pierfrancesco Maran e che si occupi del ridisegno urbanistico e architettonico della piazza? Come la sfida del precedente mandato è stata quella di ridisegnare piazza Castello, piazza Duomo potrebbe essere la sfida di fine mandato,rimuovendo tutti quegli elementi di disturbo che non dipendono da manifestazioni temporanee, ma dalle condizioni strutturali della piazza». A cosa si riferisce? «Ad esempio la sosta dei mezzi che a vario titolo partecipano alla vita del cantiere della Fabbrica del Duomo. Ogni giorno ci sono tra i cinque e i dieci furgoncini parcheggiati su quel lato della piazza. Così come ritengo eccessiva la presenza di troppi artisti di strada. Infine, e lo dico con tutta la tolleranza possibile, c'è troppo commercio abusivo». Cosa deve diventare piazza del Duomo? «Nei giorni scorsi era nostra ospite una ragazza inglese che per caso è capitata in piazza Duomo durante lo show di Bolle. Ha trovato molto bello che la star più importante della danza abbia fatto la sua performance nella piazza più importante di Milano. Mi ha detto che è una cosa unica della nostra città. Preserviamo questa unicità di Milano!».
Corriere della Sera
7 Giugno 2019
Milano. Piazza Duomo, un tetto agli eventi
MA
Maurizio Giannattasio
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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