Mulino era e mulino tornerà a essere. Magari destinato a ospitare la molitura di grani antichi, oltre che ad accogliere turisti e scolaresche. Certo è che il rudere incastonato nel vallone alle spalle di piazza Tasso a Sorrento resterà aperto ai sorrentini, che vi potranno accedere senza sborsare un euro, mentre diventerà un nuovo, importante attrattore della città. Ad assicurarlo è Mariano Pontecorvo, consigliere comunale di Sorrento e amministratore unico della società Maccheronificio srl che nel 2012 acquistò il fabbricato e adesso si appresta a restaurarlo: «Un progetto ambizioso che non stravolgerà l'aspetto di un luogo-simbolo della città, rendendolo anzi nuovamente fruibile dopo più di cento anni». Gli operai hanno già ripulito l'edificio dalla vegetazione cresciuta a partire dal 1866, quando l'avvio della costruzione di piazza Tasso spinse i sorrentini ad abbandonare definitivamente il vallone dove per secoli erano stati attivi un mulino in cui venivano lavorati vari tipi di grano, una segheria che forniva legno agli ebanisti locali e un lavatoio frequentato da decine di popolane. Dopo l'ok ricevuto dalla Soprintendenza e dal Comune, potranno prendere il via i lavori di risanamento conservativo.
Sorrento. Via al recupero del vecchio mulino: torna a girare
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