Sequestrati falsi Mancini pronti ad «espatriare» VENEZIA. Un dipinto raffigurante San Giovannino, attribuito a un pittore che ha vissuto tra il 12esimo e il 13esimo secolo, due pagine miniate smembrate dall'antifonario del 14esimo secolo rubato prima degli anni Novanta dall'Archivio di Stato, documenti storici di pregio. Queste sono solo alcune delle preziose opere recuperate nell'ultimo anno dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Venezia che proprio alcuni giorni fa hanno chiuso una nuova indagine, scoprendo due dipinti falsi attribuiti al pittore Antonio Mancini. Un olio su tela dal titolo «Gitana» e un altro su carta, «Il Veggente», entrambi con la firma del pittore. Opere che, in originale, sono state realizzate alla fine del 19esimo secolo. A trovarle è stato il personale dell'ufficio esportazioni della soprintendenza beni culturali di Venezia. Gli esperti si sono accorti che in quei due dipinti che stavano per essere trasferiti all'estero da un privato c'era qualcosa di strano e hanno informato i carabinieri, guidati dal maggiore Christian Costantini, comandante del nucleo Tutela patrimonio culturale. Fatte tutte le verifiche sui dipinti, gli investigatori hanno scoperto che si trattava di falsi e per questo sequestrati. . Riproduzioni fedelissime agli originali che una volta rivendute all'estero avrebbero fruttato circa 300 mila euro. «Il mercato dei falsi è molto fiorente spiega il maggiore Costantini . Quando si acquistano opere d'arte è importante seguire un decalogo dal sito dell'Arma. Non si fanno affari oggi per domani, bisogna comprare a prezzo di mercato altrimenti c'è qualcosa che non va». Casi come questo, insieme a furti e recuperi di beni rubati, se ne affrontano parecchi. Nell'ultimo anno, a livello nazionale, sono state arrestate 34 persone e 1.195 denunciate. I beni recuperati sono 56.434 tra oggetti antiquariali, archivistici, archeologici e falsi. In Veneto, «siamo soddisfatti dei risultati», dice il comandante provinciale dei carabinieri, Claudio Lunardo. I furti di opere d'arte sono calati del 29 per cento. Nel 2018 sono stati 19 (nel 2017 erano stati 27). Venezia si dimostra una città molto attenta. Nell'ultimo anno i militari hanno recuperato 198 opere del valore di tre milioni. «La prevenzione spiega Emanuela Carpani, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio è fondamentale per tutelare il patrimonio». Sono stati intensificati i controlli nelle aree archeologiche, tutelate da vincoli paesaggistici e monumentali, nelle gallerie d'arte e negli esercizi antiquariali, in mercati e fiere.