Cacciari replica al ministro ai Beni culturali: «Anche fermando i lavori, i soldi finora spesi non sarebbero persi» «Perdere soldi? Molte delle cose fatte possono essere comunque utili. Ma ci sono delle ipotesi alternative che vanno valutate e la città deve sapere che l'opera che si va a realizzare è davvero la più utile e la migliore». La Machina non era ancora carica di ospiti quando il sindaco Massimo Cacciari ha replicato al ministro Rocco Buttiglione che durante la visita al Ghetto in mattinata si era espresso sul Mose (vedi l'articolo sopra ndr). «La città deve essere informata - ha rincarato il professore riferendosi agli incontri pubblici annunciati in materia di salvaguardia - dopo di che si tratta di un'opera che viene decisa dal Governo in accordo con la Regione, dunque ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Come si fa - ha concluso - a realizzare un'opera di questo genere in assenza di alcuna partecipazione della cittadinanza bypassando completamente il parere del consiglio comunale?». Chiusa questa parentesi, la giornata sulla Machina, preceduta da ferrei controlli con metal detector e sommozzatori che hanno scandagliato i fondali, è stata all'insegna della tradizione, ma anche dell'allegria. Con Cacciari (che ha ammesso di "saltare" la Regata da ben 5 anni) e l'assessore Augusto Salvadori che facevano gli onori di casa intrattenendo ospiti più o meno "vip". E con una emozionante colonna sonora scelta personalmente dall'avvocato-assessore che ieri festeggiava il compleanno (e forse non poteva farlo nel modo migliore visto l'entusiasmo con cui ha salutato le barche). In prima fila, il ministro Buttiglione partecipava divertito e attento alla festa. «E' un'occasione unica per ammirare il Canal Grande - ha detto - e questo sport richiede sacrificio e preparazione». In tribuna, oltre al portavoce di Forza Italia Sandro Bondi e all'onorevole Cesare Campa, a lady Frances Clark, presidente di "Venice in Perii Fund", c'erano i volti noti della città, gran parte degli assessori e qualche consigliere comunale, il presidente della Biennale Davide Croff e consorte, il numero uno di Palazzo Balbi, Giancarlo Galan, il procuratore generale Ennio Fortuna, il questore Pierfrancesco Galante e il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Alberto Mosca, oltre alla rappresentanza di tutte le altre forze dell'ordine. Ma anche molti atleti . dell'equipaggio che ha vinto il Palio delle Repubbliche marinare con il campione olimpico Rossano Galtarossa e le vecchie glorie della Storica come Palmiro Fongher e "Ciaci". «Una volta vogare era un piacere - è stato il nostalgico commento di Palmiro -oggi invece bisogna imparare prima a fare l'equilibrista dato che il moto ondoso spegne ogni entusiasmo». Entusiasmo che invece ha prevalso durante il coloratissimo corteo storico, salutato dai veneziani, non tantissimi in verità, in barca oppure affacciati su terrazzini e balconi, che ha visto sfilare in acqua, e poi salire sulla Machina, anche una insolita "damigella" Alba Parietti, ospite del patron del Venezia Calcio Vincenzo Miranese. Non è mancato, come promesso, l'inno di San Marco. E qualche "extra" dell'imprevedibile Salvadori che in più di una occasione si è lanciato in calorosi quanto azzardati «Viva la Serenissima» inneggiando alla rinascita della città.