La direttrice Colace: fascino ritrovato. File dal Duomo al Castello Francesco e Olga si tengono per mano tra le tombe del Monumentale. Immersi nello stile eclettico con cui lo progettò Carlo Maciachini nel 1860, attraversano le architetture dei monumenti funerari: romanico, gotico, bizantino, neoclassico, liberty, razionalismo. In testa, le note del concerto per chitarra cui hanno appena assistito nella cappella del cimitero. Dottorandi all'Università di Parma, hanno iniziato la visita di Milano dal Monumentale, e qui tornano per la seconda volta in tre giorni: «Per noi, forse, il luogo più interessante della città, perché ti consente di uscire dal tracciato solito delle visite turistiche e di conoscere qualcosa che diamo per scontato», raccontano. Sono due dei 5.000 visitatori che ieri hanno partecipato alla Giornata europea dei musei a cielo aperto, realizzata qui dalla Fondazione Milano-Scuole Civiche. Un'occasione che in 16 anni ha visto crescere il numero di visitatori e che ha fatto da volano alla conoscenza dei 250mila metri quadrati del cimitero, ammirato ogni anno da 60mila persone. «Milano inizia a conoscere il suo Monumentale spiega la direttrice Giovanna Colace . Fino a poco tempo fa i visitatori erano perlopiù stranieri». Per un giorno l'occasione si ripeterà ogni ultima domenica del mese fino a ottobre il cimitero meneghino ha ospito appuntamenti gratuiti che hanno registrato fin dalle prenotazioni del mattino il tutto esaurito: passeggiate tematiche, corti teatrali, documentari, cortometraggi e concerti. «Il tutto nel rispetto del luogo in cui ci troviamo spiega Monica Gattini Bernabò, direttrice generale della Fondazione . I protagonisti della Milano di oggi raccontano la Milano di ieri. Gli appuntamenti teatrali, cinematografici e musicali vedono la partecipazione fondamentale dei nostri giovani», diplomati e allievi della Scuola Civica di Musica Claudio Abbado, di quella cinematografica Luchino Visconti e della teatrale Paolo Grassi. «L'obiettivo di questa giornata? continua Gattini Bernabò . Rendere il Monumentale un luogo vivo». Come cantavano i Baustelle. Le sedie sono tutte occupate nella galleria inferiore di levante, dove va in scena il corto dedicato a Giuseppina De Ponti. Nel Famedio, di fronte alla tomba più ambita dai visitatori, quella di Alessandro Manzoni, è appena iniziata la lezione itinerante dell'architetto pluripremiata Mara Servetto, co-fondatrice dello studio MiglioreServetto Architects: «Un percorso dai Castiglioni a Joe Colombo e Gae Aulenti, per raccontare come il design sia un mezzo per creare rapporti tra l'oggetto e gli utenti, ma anche tra gli utenti stessi», spiega Servetto. Tra i suoi ascoltatori, c'è qualcuno che visita per la prima volta il Monumentale, come Marina, 55 anni: «Non vedo l'ora di tornarci. È un modo di passeggiare attraverso la storia». Ma anche visitatori abituali, come Sebastian, architetto venezuelano, 27 anni, da sei a Milano: «Ho perso il conto di quante volte ci sono venuto. Nei cimiteri non ci sono limiti: gli artisti si possono permettere una fantasia e una varietà di stili unica. In questo senso il Monumentale di Milano è senza dubbio uno dei più interessanti d'Europa». Tanti anche i visitatori, oltre 10mila, che ieri hanno riempito i musei civici della città. Solo al Castello Sforzesco, per «Leonardo mai visto», si sono registrati 2.221 biglietti. Una mostra che dall'apertura al pubblico del 16 maggio, ha già attirato 31.690 visitatori.