Nel paese «in bilico» parte la raccolta fondi dagli Usa alla Francia Pomarico. «Da quel giorno non ci siamo mai sentiti soli, ci ha fatto sentire più uniti anche grazie ai nostri concittadini che sono negli Stati Uniti, Inghilterra, Francia e in altre nazioni che hanno voluto contribuire a sostenerci». Francesco Mancini parla quattro mesi dopo la frana che portò via un intero costone di Pomarico lasciando senza casa 26 famiglie e terrorizzando i 4000 abitanti del paese. Oggi quel movimento si è fermato e la fase più importante, quella per mettere in sicurezza cose e persone si può dire in parte risolta grazie ad un primo finanziamento pari a 700 mila euro arrivato dal fondo governativo per le emergenze. «Abbiamo garantito l'assistenza alle famiglie - sottolinea Mancini- e la prima messa in sicurezza. Nella seconda fase che verrà conclusa entro 40 giorni, ci occuperemo dei non residenti, delle attività commerciali che si trovavano nella zona rossa e della rimozione delle macerie. Per ora stiamo quantificando con precisione le somme necessarie». Nel frattempo la terra continua ad essere sotto osservazione. «C'è un costone che viene monitorato 24 ore su 24 e che parte proprio dalla zona in cui c'è stato il crollo a gennaio. Dell'attività si stanno occupando i tecnici dell'Università di Firenze- spiega ancora il sindaco - anche questa zona è abitata ma non presenta condizioni di pericolo immediato, dunque possiamo studiarla in tempi ragionevoli ma senza mai abbassare la guardia». Alla Protezione civile e al suo capo, Angelo Borrelli, il sindaco Mancini fa riferimento più volte, sottolineando il ruolo svolto dai volontari nelle ore successive al crollo e nel periodo che è seguito alla tragedia del 25 gennaio che, per fortuna, non ha registrato alcuna vittima. Nel paese a pochi chilometri da Matera si è recato anche il presidente del Consiglio, Conte che aveva assicurato attenzione da parte del Governo, come effettivamente è accaduto. «Ci seguono da vicino - precisa ancora il sindaco che descrive anche le modalità di sistemazione e assistenza delle famiglie rimaste senza casa - Sono tutte sistemate in abitazioni private che hanno affittato con contributi che sono stati individuati a seconda del nucleo familiare. Si va da 400 euro per una sola persona, a 500 per due persone, per nuclei composti da tre persone è stato previsto un contributo di 700 euro che diventano 800 se i componenti sono quattro. Infine da cinque persone in su c'è un contributo di 900 euro. Un riconoscimento extra è stato riconosciuto agli ultra 75enni con 200 euro in più». La catena della solidarietà non si è mai interrotta come conferma la donazione che verrà fatta nei prossimi giorni anche dalla Diocesi di Matera-Irsina pari a circa 10 mila euro. Ad aiutare i pomaricani hanno pensato anche gli artigiani della Cna che con la sezione onlus «Impresasensibile» hanno promosso una vendita di beneficenza nella galleria di piazza Duomo a Matera con pezzi realizzati dai più importanti esponenti dei vari settori e donati per essere messi in vendita. Si va da 15 a 200 euro. «Ma - spiega Leonardo Montemurro, presidente regionale dell'associazione che riunisce gli artigiani - sono possibili anche donazioni più consistenti».