Sistemare via Ozanam costerebbe 8 milioni Il museo di Scienze Naturali avrà una nuova casa in via Milano, dove oggi ci sono gli uffici della ex Caffaro. Questo è l'obiettivo, la bozza di un canovaccio ancora tutto da riempire ma sindaco e vice sindaco ieri hanno annunciato che contano di arrivare al risultato entro la fine del mandato, nel 2023. L'incastro non è semplice, tiene insieme il piano operativo di bonifica presentato nei giorni scorsi e in via di approvazione (entro qualche mese), il nuovo accordo di programma con Regione e Stato, la procedura fallimentare della Caffaro Industria e la collegata acquisizione degli uffici da parte dell'Amministrazione comunale, la ricerca della risorse e relativa partecipazione al prossimo bando emblematico Caffaro. L'idea da trasformare in progetto parte dallo stato dell'arte dell'attuale sede del museo di via Ozanam. Ovvero mancanza di agibilità, barriere architettoniche, non rispetto della normativa antincendio e via dicendo. Non male per uno stabile costruito negli anni ottanta. Risultato: rimetterlo a posto e adeguarlo alle normative attuali costerebbe qualcosa come otto milioni di euro. Decisamente troppi e di qui l'idea di pensare a una nuova sede da inserire nel più ampio progetto di riqualificazione di via Milano. «Una vera riqualificazione ha detto ieri Del Bono non è solo viabilità e rimessa a posto di edifici privati, ma è anche nuovi funzioni». E quindi nuovi servizi e nuovi residenti. In via Milano si intrecciano bonifiche e il grande piano di Oltre La Strada, finalizzato a ridisegnare una discreta fetta della zona ovest della città. Qui sorgerà il nuovo teatro Borsoni negli spazi ex Idra, qui ci sarà una nuova biblioteca, non distante sorgerà anche la sede centrale del Musil, il museo dell'industria e del lavoro, qui ci saranno nuove funzioni di artigianato 4.0, qui (nello spazi del civico 140) nascerà il nuovo consultorio. Fra non molto verranno abbattute le mura della Caffaro e si inizierà a lavorare a un nuovo parcheggio, che si affaccerà proprio di fronte al museo (mentre sul retro, nel piano, ci sarà un parco). I tempi? Lunghi ovviamente per vedere l'insieme compiuto, relativamente più brevi per quanto riguarda lo spicchio del nuovo museo. Obiettivo di mandato, appunto: «Il museo di scienze è la pinacoteca del secondo mandato», ha detto ieri Laura Castelletti. Primi passaggi del percorso saranno la costituzione di un tavolo per avere un progetto museografico e poi un percorso da presentare ai bandi emblematici Cariplo. Nel frattempo il museo di Scienze naturali diventerà sempre più diffuso: un po', in piccola parte, nell'attuale sede di via Ozanam sempre meno utilizzabile; il resto al parco delle Cave (dove ci saranno anche uffici di accoglienza), ad Ambiente Parco e alla Specola (per la quale a breve ci sarà un piccolo investimento per renderla più fruibile). «Stiamo investendo nel progetto - ha sottolineato la vice sindaco -, abbiamo anche nuovo personale dedicato, tra cui un direttore responsabile e, a breve, un nuovo bibliotecario». Il nuovo museo sarà innovativo e sostenibile, anche sotto il profilo finanziario, nella consapevolezza che la finalità sarà soprattutto didattica, rivolta alle scuole. Del Bono e Castelletti ieri hanno anche espresso soddisfazione per la condivisione del progetto nella conferenza dei capigruppo: «Ci vorrà uno sforzo straordinario per arrivare al risultato - ha affermato Del Bono -, la condivisione e la consapevolezza di tutti sono il segno di una città matura».