Trieste - Sono i tesori dell'Istria, un tesoro di antichi dipinti che escono dopo 62 anni dalle casse che lo hanno protetto dalla guerra e dalle razzie. E' in mostra a Trieste al civico museo Revoltella, presentato sotto il titolo Histria. Opere d'arte restaurate: da Paolo Veneziano a Tiepolo (fino al 6 gennaio 2006). E' un tesoro destinato a formare uno dei due nuclei della nuova Galleria nazionale d'arte antica che troverà posto nel castello di Miramare di Trieste. Le opere sono 21, in maggioranza di grandi dimensioni. Tavole di Paolo Veneziano (due); Alvise Vivarini; un maestro belliniano del 1490 circa; una tela di Vittore Carpaccio; tre del figlio Benedetto; una tela col Cristo morto a mezza figura di un maestro Veneto provinciale; una croce dipinta; elementi di polittico del XV secolo trasformati in ante di armadi sia pure liturgici; una tela di Matteo Ponzone, protagonista del Seicento veneziano; una icona a fondo oro del rarissimo Constantinos Sgouros, pittore cretese della prima metà del Seicento; la grande Madonna della cintola di Giambattista Tiepolo; una tela di Giuseppe Angeli (1710-1798) ; uno (straordinario) busto di Cristo in legno dipinto di Francesco Terilli, del 1590-1610; un bronzetto su modello dell'Algardi; bron-zetti come i «picchiotti» e i mascheroni per i portoni. La mostra è a cura della soprintendenza del Friuli Venezia Giulia con la collaborazione dell'associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e il Comune di Trieste. Il catalogo (Electa) a cura di Francesca Castellani e Paolo Casadio, è dedicato a Federico Zeri per l'impulso allo studio dei confronti tra pittori e paesi nella storia d'Europa. Le opere lasciarono l'Istria, allora italiana, nel 1940 per essere messe al riparo dalle minacce della guerra. Furono concentrate prima a Villa Manin di Passariano e da ultimo aRoma, a Palazzo Venezia, dove sono rimaste in deposito per oltre mezzo secolo. Le casse furono «dimenticate» fino al 1990, aperte soltanto nel 2002conl'autorizzazione dell'allora sottosegretario Vittorio Sgarbi. Dopo questa data tutte le opere, provenienti da musei e chiese delle località istriane dì Pirano e Capodistria, già appartenenti alla Serenissima, poi austriache, italiane e ora slovene, furono sottoposte a restauro.