TRIESTE Piazza del Campo senza la Torre di Pisa, Roma senza il Colosseo, Venezia senza il Ponte dei Sospiri, il David di Michelangelo amputato di una gamba, o ancora il Cenacolo di Leonardo con gravi lacune che rendono l'affresco provocatoriamente illeggibile. Da qualche giorno le immagini che rivisitano i vecchi intervalli della Eai degli anni Cinquanta o propongono celebri opere d'arte orribilmente mutile in televisione e su alcuni manifesti, vengono a preannunciare la seconda edizione delle «Giornate dell'Arte-Campagna di raccolta fondi per il restauro dei beni culturali italiani» promossa dalla Fondazione Cittàltalia, in collaborazione con la Rai, che si terrà dal 24 settembre al 2 ottobre. C'era bisogno di immagini così eccessive per sensibilizzare gli italiani sullo stato di crisi dei nostri beni culturali? «In effetti queste immagini sono state definite addirittura "scioccanti" e stanno destando diverse reazioni sulla stampa di tutto il mondo a cominciare da quella inglese con "The Independent" o "The Guardian , per proseguire con la stampa olandese, spagnola, polacca ed arrivare a suscitare discussioni per-sino su siti Internet cinesi - risponde il segretario generale della Fondazione Cittàltalia, avvocato Ledo Prato, in questi giorni a Trieste per una serie di incontri volti a promuovere l'iniziativa -. Ma i contenuti attorno ai quali ruota la nuova campagna di sensibi-lizzazione sullo stato dei nostri beni culturali riguardano la questione "Cosa sarebbe l'Italia senza il suo patrimonio culturale?". Cosa sarebbe piazza Carlo III a Caserta senza la Reggia del Vanvitelli, o Trieste senza il Castello di San Giusto? L'Italia senza il suo patrimonio culturale sarebbe un Paese anonimo e su questo intendiamo sensibilizzare i singoli cittadini». Anche se, poi, la vostra azione concreta riguarda più da vicino il restauro e il recupero di opere meno note al grande pubblico, la partecipazione attiva dei cittadini è un punto di forza della Fondazione Cittàltalia. «Il problema per i nostri beni culturali non è soltanto la raccolta delle risorse, il nostro impegno è soprattutto quello di far crescere la sensibilità nei confronti del nostro patrimonio, che costituisce la nostra identità, la nostra storia. Stante le dimensioni del nostro patrimonio culturale, non è possibile che la cura sia demandata a pochi, enti pubblici o imprese private che siano. La nostra Fondazione crede nel valore della "tutela attiva" del patrimonio da parte di ogni singolo cittadino perché se io contribuisco alla salvaguardia 0 al recupero di un bene, poi non lo deturpo né lo trascuro». Venerdì mattina ali' Auditorium del Museo Revoltella si è tenuta una riunione convocata dal Comune di Trieste: quali sono stati i suoi interlocutori e quali le finalità dell'incontro? «La città di Trieste è tra 1 soci della Fondazione Cittàltalia e al Rivoltella sono stati invitati oltre ai rappresentanti delle, istituzioni, le associazioni culturali, gli ordini professionali e tutti coloro i quali si ritiene possano contribuire a sostenere la campagna. Tra i vari progetti della nuova edizione delle nostre Giornate dell'Arte c'è la lotteria "DonaVinci" che si potrà giocare anche nella provincia di Trieste: chi vorrà acquistare il biglietto potrà utilizzare la cartolina su cui segnalare il bene che vorrebbe fosse restaurato. E anche questo è un mezzo di coinvolgimento diretto, oltre a essere un ulteriore modo per contribuire alla raccolta di fondi che si aggiunge alle donazioni su conto corrente bancario e conto corrente postale intestati alla Fondazione, o a quelle che è possibile effettuare attraverso il sito internet e gli sms». (Per ulteriori informazioni www.fondazionecittaita-lia.it, numero verde 800.001722)