Schmidt e l'attesa per le decisioni del ministro Bonisoli sulla sua direzione Spiega il direttore degli Uffizi Eike Schmidt che l'inaugurazione delle nuove sale del Cinquecento è un punto d'arrivo. «Questo è il coronamento di un percorso lungo iniziato nel 2016 quando abbiamo rifatto le sale di Botticelli, dove sono state sperimentate le nuove teche che proteggono i quadri dagli attacchi di un matto e dal respiro dei visitatori. Poi, dopo un anno, abbiamo riallestito le sale di Caravaggio e caravaggeschi, con un fondo rosso velluto, in seguito ci siamo concentrati su quelle di Michelangelo, Leonardo e Raffaello e abbiamo restituito alla città la Contini Bonacossi, poco più di un anno fa, dopo 49 anni dalla donazione; restano da fare le sale del primo '500 con Andrea del Sarto e la Scuola di San Marco e quelle degli Autoritratti , anche queste 14 come quelle che presentiamo oggi (ieri, ndr ), dove vogliamo realizzare un percorso dedicato alla più grande collezione al mondo di questo genere». Ma il futuro del direttore? «Qualunque cosa deciderà il Governo sulla mia riconferma, io coi mie collaboratori resteremo comunque a Firenze grazie a questo lavoro di riallestimento, come è accaduto a Roberto Salvini che resterà sempre qui dentro grazie alla "sua" Sala di Giotto», dice Schmidt nel presentare l'impresa a cui più tiene. Si tratta del riallestimento delle 14 sale in 1110 metri quadrati nell'ala di Ponente dedicate ai capolavori del Cinquecento, fiorentini e veneziani. «Questi ultimi ricorda il direttore forse poco valorizzati in passato per un comprensibile campanilismo tutto fiorentino e che sono forti di capolavori di Tiziano, Giorgione, Tintoretto Lorenzo Lotto tra i più belli nel modo». La metà della collezione presentata ieri in una nuova logica espositiva è arrivata in città grazie a Vittoria della Rovere, che ha portato i grandi Tiziano e Raffaello di cui questa città è ricchissima, lei che, seconda grande mecenate donna, dopo e insieme a Eleonora di Toledo, il nuovo allestimento ha voluto valorizzare nella grande Sala delle dinastie che fa da cerniera a tutto il nuovo percorso espositivo. Schmidt, a latere della presentazione, parla di ieri di oggi e di domani. Non dà una parola definitiva sulla sua permanenza dopo ottobre quando sarà scaduto il termine del suo primo mandato. Dice e dice da mesi: «Non dipende da me, ma dalla politica». Racconta di come in questi ultimi giorni abbia lavorato fino a notte fonda con un gruppo di collaboratori validissimi e che «quando mi fermavo da solo nella Sala del Pilastro (quella che espone le grandi Pale della Controriforma ndr ), pensavo che il mio obiettivo era quello di rendere comprensibile e visibile in un solo ambiente cosa è stata la religiosità di questo secolo tanto complesso». Parla a tutto campo Schmidt anche guardando al futuro meno prossimo: ricorda, infatti, che per il completamento di tutto il progetto dei Nuovi Uffizi bisognerà attendere fino al 2024. «Allora dice questo museo avrà al pianterreno altri spazi, nell'area di Levante, per esporre la statuaria antica, la pittura del pieno Seicento fino al Settecento, fino ad Anna Maria Luisa dei Medici e a Pietro Leopoldo. Poi la storia dell'arte continua a Palazzo Pitti, nella Galleria d'Arte Moderna». L'idea di Schmidt è che dentro gli Uffizi andrebbe raccontata tutta la collezione fino al 1769 quando per la prima volta le Gallerie furono aperte a tutti. Un grazie va ai Friends of Uffizi, incontrati pochi mesi fa a Palm Beach dove ha raccolto 100 mila dollari per la Sala della Venere di Urbino , e alla mecenate che ha pagato il restauro della Sacra famiglia di Lorenzo Lotto. E poi un riferimento ai lavori per il Corridoio Vasariano: «Abbiamo fatto l'ultima conferenza di servizi giusto due settimane fa. Adesso davvero la palla passa a Roma e a Invitalia a cui tocca bandire il concorso per dare il via ai lavori». Comunque sia entro la fine del suo primo mandato il Corridoio non sarà pronto.
Corriere della Sera
30 Maggio 2019
✓ Entità verificate
Uffizi. Il futuro? Con questo lavoro lascio comunque una traccia
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
—
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
L'Espresso · 8 Feb 2019
Miracolo a Reggio. Bronzi, la rivincita
Corriere della Sera · 10 Feb 2020
Melandri: Lascio subito la Camera per il Maxxi. C'è un clima di maccartismo bipartisan
Corriere della Sera · 9 Feb 2019
Roma. Camion bar espulsi dal centro. Via dall'area archeologica
Corriere della Sera · 3 Feb 2018
Firenze. Studenti-Guida, l'arte secondo loro
Corriere della Sera · 8 Feb 2021
I direttori italiani all'estero: Gli stranieri? È normale
Il Fatto Quotidiano · 30 Mag 2017
Musei, ok alla norma salva stranieri. Ma il giudice: "Può essere bocciata
Corriere della Sera · 31 Mag 2017
Regole malfatte. E' paralisi
la Repubblica · 31 Mag 2017
Palatino, il palco di Nerone inghiotte la chiesa
la Repubblica · 2 Giu 2017
GENOVA - Mostra Modigliani La superconsulente inviata dal ministero
la Repubblica · 2 Giu 2017
LIGURIA - Assalto alle 5 Terre da oggi nuove regole "Accessi controllati"
la Repubblica · 2 Giu 2017
I tedeschi e la preziosa tavoletta contesa
la Repubblica · 2 Giu 2017
Gelo Giulierini-Franceschini sul concorso impugnato al Tar
la Repubblica · 2 Giu 2017
Modigliani, sotto la lente i certificati di autenticità
la Repubblica · 31 Mag 2017
Accordo al Mibact per il Museo di Capua
la Repubblica · 2 Giu 2017
CASERTA - De Luca: "Archeologico, difendo il direttore"
la Repubblica · 30 Mag 2017
ROMA. In un emendamento alla manovra l'ok ai direttori di museo stranieri
la Repubblica · 1 Giu 2017
Controlli inesistenti nel Colosseo blindato si porta dentro di tutto
la Repubblica · 31 Mag 2017
Acqua e cordoni antibivacchi sui sagrati delle chiese di Firenze: "Non sono ristoranti"
il Giornale · 3 Giu 2017
TAORMINA-Opere di Antonello Da Messina ritirate in anticipo da Taormina
ofcs.report · 2 Giu 2017
ROMA-Beni Culturali, apre 'La bellezza ritrovata. Arte negata e riconquistata in mostra' al Campidoglio