Nonostante li tema fortemente, il sindacato chiede «che nella prossima finanziaria non ci siano ulteriori tagli». Aggiungendo la richiesta di «un provvedimento straordinario a favore dei Beni Culturali». Una posizione non così lontana da quella del ministro Rocco Buttiglione: «Esiste - commenta il ministro -una potenzialità di offerta che non può essere attivata con le risorse esistenti. L'Italia dovrebbe finalmente assumersi oneri e onori di essere una grande nazione culturale. In ogni finanziaria, per prima cosa, si procede tagliando il bilancio della cultura. Ma la cultura è un bisogno primario, e non deve essere tagliata. Neanche in tempi difficili». Messaggio diretto al governo, e al ministro Domenico Siniscalco in particolare. «Conosco bene il problema relativo all'insufficienza di personale nel Ministero - spiega Buttiglione - che non riguarda solo il settore della vigilanza, dove al limite si può supplire con le nuove tecnologie. Carenze purtroppo esistono anche in campo amministrativo e, cosa ancora più importante, tra il personale scientifico. Ma queste cose, ripeto, si risolvono con le leggi finanziarie. E il mio augurio è che quanto prima possano riaprirsi i concorsi». Speranze a parte, gli stessi tecnici del ministero confermano per Roma un effettivo calo di personale: «Pari alla media italiana, circa un 14 tra 2001 e 2005». I numeri differiscono in parte da quelli forniti dalla rappresentanze sindacali. «Ma quelle cifre -spiega Giuseppe Proietti, capo Dipartimento per l'Organizzazione -fanno riferimento a proiezioni sul personale necessario, non si basano su riscontri effettivi». Gli stessi «riscontri effettivi», spiegano al Ministero, «non sono facili, visto che in questi anni si è proceduto a un piano di ristrutturazione dei principali istituti e di molte soprintendenze, che ha di fatto accorpato o fuso entità di diverso tipo». Aggregando e disgregando cifre, si conferma un quadro comunque in ribasso per tutto il personale in servizio effettivo nella Capitale: da quello di ruolo fino ai cosiddetti «custodi giubilari» e agli «atm» (assistenti tecnici museali), personale assunto a tempo determinato nel 2000, e i cui ranghi si sono andati via via riducendo. Un solo esempio, per la Soprintendenza archeologica: dove le unità di ruolo si sono ridotte di 25 unità, quelle «giubilari» di quattro, e quelle «atm» di sette.