Egregio direttore, in nome e per conto e nell'interesse della società Uno Outdoor srl, in persona dell'amministratore unico pro tempore, Giuliano Annigliato, si espone quanto segue: nell'articolo pubblicato il 25 maggio scorso a firma Vincenzo Esposito dal titolo «Tolti i veli di Monumentando, cemento sulle Torri aragonesi» si è costretti a denunciare che esso non è corrispondente alla realtà dei fatti. Nell'articolo si legge: «Dopo la sentenza del Tar cadono i veli del restauro delle Torri aragonesi di via Marina. I teloni che coprivano le impalcature non ci sono più e quello che appare è abbastanza sconcertante: grosse colate di cemento a fare da corona ai manufatti di lastroni di piperno». A tal riguardo occorre precisare che al contrario di quanto asserito per la ristrutturazione delle Torri aragonesi non è stato utilizzato affatto del cemento ma un intonaco di calce e pozzolana. Tale materiale è stato regolarmente autorizzato dalla Soprintendenza, così come statuito nel verbale di sopralluogo del 19 marzo 2019, alla presenza del responsabile di procedimento e dei rappresentanti della Soprintendenza stessa. Pertanto alcuna anomalia è stata compiuta nel restauro del predetto monumento e, conseguentemente, i lavori si sono svolti sempre ed esclusivamente di concerto con la Soprintendenza che ha rilasciato le dovute autorizzazioni e benestare. La bellezza, il decoro e la conservazione dell'immenso patrimonio artistico e culturale della città di Napoli sono interessi primari innanzitutto della società Uno Outdoor che, di concerto con la Soprintendenza sta restituendo all'intera cittadinanza dei capolavori artistici orgoglio di tutti i napoletani. Avvocato ----------------------- Ringraziamo l'avvocato Greco per i particolari rivelati in merito al restauro delle Torri aragonesi: calce e pozzolana sui monumenti costruiti da re Ferrante nel 1484, con il benestare della Soprintendenza (v.e. )