Che cosa può dare più conforto allo spirito, può sollecitare di più l'immaginazione e rigenerare di più un corpo stanco di un incantevole paesaggio e di una bella musica? La verve con cui il presidente del Fai, Giulia Maria Crespi, da il suo suggerimento per porre fine alle brutture di ogni tipo che stanno rovinando il nostro Paese non lascia spazio a discussioni. L'instancabile pasionaria dell'arte italiana non ama raccontarsi se non attraverso quello che ha fatto per trasmettere agli altri il suo amore per la bellezza. Un elenco interminabile di iniziative che hanno restituito al loro antico splendore e ai cultori dell'arte e dell'ambiente gioielli che rischiavano di andare perduti. Migliaia dì persone quest'estate hanno ceduto al fascino dell'arte e hanno affollato i musei e i monumenti italiani. Come interpreta questa scelta? La gente è sempre più interessata all'arte e all'ambiente. Rispetto a vent'anni fa le cose sono molto cambiate, però manca ancora la consapevolezza della reale dimensione del nostro patrimonio. Non è un caso che le mete predilette siano sempre le stesse, le più famose: Roma, Venezia, Napoli. Con il rischio di pericolose congestioni. Che cosa si sente di suggerire agli amministratori per evitarle? Bisogna creare circuiti artistici nuovi e per questo sarebbe stata molto utile l'esistenza in Italia di un ministero del Turismo. Deploro che non vi sia più, perché nel Paese dove si concentra la maggior parte delle opere d'arte del mondo il turismo è un traino irrinunciabile per l'economia. Le mete sono quasi sempre le stesse Piani paesistici per limitare gli scempi Nella sua personale classifica mondiale delle città d'arte quali sono quelle che occupano i primi posti? Indicherei senz'altro Venezia, Roma, San Gimignano, Siena, Mantova, ma l'Italia è tutta meravigliosa e straordinaria. n nostro Paese non rientra nel terzo mondo, ma vi sono molti scempi ambientali e artistici. Oltre al disamore per la bellezza di tanti amministratori, quali sono secondo lei le principali cause dì questa disattenzione? La mancanza di piani paesistici. Con la scusa della disoccupazione si consente ai padroni del vapore di costruire, costruire e costruire e arricchirsi, distruggendo le bellezze del Paese. E poi anche il fatto che le sovrintendenze vengano puntualmente disattese e poco considerate. Senza nessuna eccezione? Non abbiamo nemmeno un amministratore lungimirante che si potrebbe seguire come modello? Ammiro quello che sta facendo il presidente della Sardegna, Renato Soni, che ha bloccato l'attuazione di qualsiasi progetto di intervento sul territorio fino alla stesura dei piani paesistici. Prima bisogna stabilire dove si lottizza, si costruiscono le fabbriche, le strade, i villaggi turistici. E poi si iniziano i lavori. La solitudine del suo esempio si deve anche a una questione di formazione? Un amministratore, un sindaco, un ingegnere non può dirsi bravo se è insensibile quando si trova di fronte a una statua o a un quadro ed è incapace di valutarne il valore, hi un Paese che ha uno straordinario patrimonio artistico come il nostro non è concepibile che i giovani si formino senza conoscere la storia dell'arte. La bramosia di guadagno, lo studio esclusivo della tecnica, della scienza e della finanza producono aridità. E pensare che con la riforma Moratti la storia dell'arte è stata degradata al rango di ancella ed è finita tra le materie facoltative. Questo è gravissimo perché l'arte, come la musica, è uno dei fondamenti della nostra civiltà e soprattutto nelle scuole, tra i più giovani, è necessario diffondere una cultura che consenta di decifrare il passato e di acquisire la consapevolezza del valore del nostro patrimonio artìstico. E che stimoli al rispetto dell'ambiente. La natura non perdona e i disastri dì quest'ultimo periodo dimostrano che quando l'uomo ha costruito dove non poteva costruire e ha pensato scioccamente di ingaggiare una lotta con la natura, quest'ultima a un certo momento si è vendicata.
INTERVISTA GIULIA MARIA CRESPIBisogna creare circuiti artistici nuovi
Il presidente del Fai, Giulia Maria Crespi, sostiene che il paesaggio e la musica possono dare conforto allo spirito e rigenerare il corpo. Ha elencato innumerevoli iniziative per trasmettere l'amore per la bellezza e ha notato che le mete turistiche più famose sono sempre le stesse, con il rischio di congestioni. Sostiene che bisogna creare circuiti artistici nuovi e che l'esistenza di un ministero del Turismo sarebbe stata utile. Crespi classifica le città d'arte come Venezia, Roma, San Gimignano e Siena, ma riconosce che l'Italia è tutta meravigliosa.
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