Secondo i dati di Federculture i visitatori hanno registrato in molti casi aumenti a due cifre Sarà perché quest'estate ha trionfato il turismo mordi e fuggì, sarà perché sono diminuite le persone che amaDO passare 12 ore sotto il sole o sarà semplicemente perché cresce il bisogno di cultura. In tutti i casi la traduzione è: questa è stata l'estate delle città d'arte, le uniche che hanno registrato un aumento delle presenze negli alberghi e nei musei, in alcuni casi a due cifre. Secondo i dati anticipati da Federculture il caso più eclatante è stato quello di Pompei dove ci sono stati il 15 di visitatori in più, con un picco il 14 e 15 agosto: in questi due giorni rispetto allo scorso anno i biglietti staccati sono cresciuti del 35 per cento. L'estate fiorentina ha raccolto 600mila presenze in una città che conta circa 300mi-la abitanti. 1 musei civici hanno avuto il 3,3 di visitatori in più. A Roma, l'unica città dove sono aumentati i turisti tedeschi, gli arrivi sono cresciuti del 10 e nei musei civici i visitatori del 18. A Napoli l'aumento delle presenze è stato del 5 e quello degli ingressi nei musei del 22. n sistema museale di Venezia in giugno, luglio e agosto ha registrato un più 8, con due culmini: uno in luglio quando la crescita è stata del 12 e uno nel week-end di Ferragosto. Infine Palermo dove le presenze sono raddoppiate. È soltanto un primo parziale bilancio, ma è già abbastanza significativo per dire che le città d'arte sono state le uniche ad essersi salvate nell'annus horribilis del turismo italiano. Per Roberto Grossi, segretario generale di Federculture, «questa è l'onda lunga di quel che accade da alcuni anni. I consumi culturali in genere e quindi l'acquisto di libri, di ed, la partecipazione a mostre, spettacoli, eventi, conferenze, sono in controtendenza rispetto al crollo in molti settori: lo scorso anno sono infatti aumentati del 2. Un dato che sarà confermato anche quest'anno. Le file per ascoltare Roberto Benigni, leggere Dante, le 40mila persone già in coda al Festival della letteratura a Mantova o il successo di molte mostre sono il chiaro messaggio che ormai sono sempre di più gli italiani che amano spendere il tempo libero tra la bellezza dell'arte e della letteratura». Dal 1998 al 2003, Ferderculture segnala un aumento- delle presenze nelle città d'arte del 24. Merito anche di molte amministrazioni che hanno saputo promuovere le proprie iniziative. Per esempio «Roma ha fatto un grande lavoro di marketing territoriale dice il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca , Nel turismo l'immagine ha un peso sempre più rilevante. La capacità di attrarre e organizzare eventi può garantire sicuro successo; basta vedere che cosa sta succedendo in questi giorni a Venezia. Ormai è l'evento che crea afflussi; gli esempi che si potrebbero fare sono tanti, dalla mostra sugli Impressionisti a Treviso che si è chiusa con un milione e 3Ó0rnila visitatori, a quella su Botticelli a Firenze che ne ha fatti 300mila, a quella sul Parmigianino a Parma». Ma quando si pensa alla cultura non necessariamente bisogna rivolgere lo sguardo verso il passato. «Sarebbe fuorviante. Bisogna tenere conto anche della modernità interpreta il direttore generale del Tou-ring club italiano, Guido Venturi-ni . A questo proposito citerei la straordinaria attrattività di un luogo come l'Acquario di Genova che nel 2004 è rientrato nella classifica dei primi cinque musei più visitati». A favorire le città d'arte c'è stata anche la tendenza a fare vacanze mordi e fuggi che si manifesta già da un paio di anni, ma che quest'estate si è delineata ancora meglio. «Per visitare Roma, Milano, Venezia possono bastare anche due o tre giorni continua Venturini . Non c'è bisogno di programmare due settimane come invece si fa di solito quando si parte per il mare o per la montagna». Per spiegare il successo del turismo culturale questo però non basta. Un'altra ragione va ricercata «nella crescita del bisogno di cultura; uno dei fatti più positivi è che questa crescita avviene proprio tra i giovani; nel 2004 i ragazzi che hanno visitato i musei sono aumentati del 5,8 per cento dice sempre Venturini . Sembra quasi che in questo momento in cui la congiuntura economica non è molto favorevole, cerchiamo di compensare con l'arte, la musica e la letteratura quello che l'economia non riesce a darci. Anche per questo sarebbe bene investire di più nell'educazione dei nostri giovani, in modo che la tensione non sia concentrata soltanto nel perseguimento degli obiettivi economici». C.CAS.
Solo città d'arte e musei fanno il pieno nell'estate 2005
Secondo i dati di Federculture, le città d'arte italiane hanno registrato un aumento significativo delle presenze negli alberghi e nei musei durante l'estate. Pompei, Firenze, Roma, Napoli, Venezia e Palermo sono state le città che hanno registrato un aumento di visitatori, con alcuni casi a due cifre. Il turismo culturale è stato l'unico settore a non subire un crollo, con un aumento del 2% rispetto all'anno precedente. I dati anticipati da Federculture mostrano che le città d'arte sono state le uniche a registrare un aumento delle presenze, mentre le altre città italiane hanno registrato un calo. La traduzione è che l'estate è stata l'estate delle città d'arte, con un aumento significativo delle presenze e degli ingressi nei musei.
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