«Un palazzo bellissimo, pieno di fascino, situato in una delle parti storiche della città». Vittorio Sgarbi, a Rovereto per il primo cda del Mart sotto la sua presidenza, ha deciso di visitare la residenza dei conti Bossi Fedrigotti a Borgo Sacco, per «accendere i riflettori su un edificio che andrebbe rianimato». «È un rito dei presidenti visitare palazzo Bossi Fedrigotti», ricorda Sgarbi. «Una collaboratrice di Rovereto mi ha indicato questo palazzo come possibile pied-à-terre dice ironico mi sono incuriosito e ho chiesto informazioni al sindaco. Ma più che per me penso che questo luogo possa diventare una sorta di Mart2 legato alla musica, alla storia». Sgarbi sollecita l'attenzione della Provincia di Trento, dell'amministrazione comunale, «di qualche fondazione privata». Ma prima di prendere impegni, Sgarbi si è limitato a una visita approfondita. Accompagnato dagli eredi, dall'assessore provinciale alla Cultura Mirko Bisesti, da quello comunale Maurizio Tomazzoni e dal sindaco di Rovereto Francesco Valduga, Sgarbi ha attraversato i saloni del palazzo munito di torcia elettrica per illuminare al meglio i quadri alle pareti, gli stucchi, gli affreschi, gli arazzi. «Meglio di come immaginavo», ha commentato. Il palazzo, di proprietà della nobile famiglia Bossi Fedrigotti fin dal 1400, è stato ristrutturato attorno al 1700. Tre piani da 2.400 metri quadri di superficie, un sottotetto da 700 e un parco da 7000. Un palazzo che per lungo tempo è rimasto in vendita, senza però alcun riscontro. Dai 3 milioni di euro del o prezzo di partenza, la cifra si è abbassata a 2 milioni e a 1 milione e 700 mila euro. Ma la proprietà è ancora intenzionata a vendere? «Tutto dipende dalla proposta che verrà fatta afferma l'erede Valérie Bossi Fedrigotti ma il bene è rimasto in vendita per 10 anni e non si è mosso mai nulla. Per questo, più che una vendita ora sarebbe preferibile una collaborazione, una partnership con realtà pubbliche o private». «Sgarbi porta l'attenzione su un palazzo che sarebbe interessante restituire a una funzione pubblica. Questo va nella direzione di una cultura diffusa sul territorio», ha detto il sindaco Valduga.