Il ministro incontra nuovamente i candidati. Colloquio di venti minuti con Osanna, vista anche Guidobaldi NAPOLI. Oggi la decisione per ridare al Parco archeologico di Pompei una nuova governance. Il secondo colloquio tra il ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli e l'ex direttore Massimo Osanna è durato una ventina di minuti. Si è riparlato dei progetti che il professore, che ha proposto la propria candidatura per un mandato bis, sarebbe intenzionato a portare avanti in caso di riconferma. Prima di prendere una decisione il ministro vuole avere la certezza di effettuare la scelta migliore. Per questo motivo lunedì sera, attraverso l'Ansa, ha fatto sapere di aver convocato per un secondo colloquio i tre candidati in corsa, selezionati dalla commissione tecnica. E cioè, oltre all'ex direttore anche Maria Paola Guidobaldi, che ha diretto gli Scavi di Ercolano, e Maria Grazia Filetici, architetto, considerata una fedelissima di Alfonsina Russo, la direttrice del circuito Colosseo-Foro-Palatino e reggente ad interim di Pompei. In realtà, ieri lo stesso Bonisoli ha precisato di avere in programma incontro «con alcuni candidati», dunque con due. Il secondo incontro è avvenuto con Guidobaldi, l'altra archeologa. Volata ridotta a due? Pare di sì. E stamattina finalmente la riserva verrà sciolta. Solo in questo modo si porrà fine alla ridda di ipotesi che si sono intrecciate negli ultimi giorni in conseguenza della ritardata decisione. Nelle ultime ore è circolata con insistenza anche la voce di un rinvio della scelta a dopo le elezioni europee di domenica prossima per evitare di creare scontenti e tensioni all'interno delle forze di maggioranza diventate antagoniste nella corsa verso Strasburgo. Bonisoli ha indossato gli abiti del pompiere, cercando di ricondurre alla normalità il ricorso al secondo round. «C'è una selezione e una rosa di candidati, guardo il curriculum e li incontro. E quando voglio capire di più, li incontro una seconda volta». Di Osanna è noto il profilo. Il professore, ordinario di Archeologia classica all'Università Federico II, ha caratterizzato il suo mandato per l'apertura all'esterno del Parco archeologico, dimostrando pari interesse per l'attività di tutela del sito e per quella di valorizzazione. Più concentrata sulla tutela Guidobaldi. Dal canto suo, il ministro ha più volte dimostrato di avere particolarmente a cuore proprio la tutela dei beni culturali. Un tratto distintivo, quest'ultimo, rispetto all'azione politica del suo predecessore Dario Franceschini. L'impressione è, comunque, che la decisione sarà il frutto di una valutazione complessa che non si basi esclusivamente sui curricula. Intanto a Paestum è partito il riassetto del ticketing del Parco archeologico con l'introduzione del «biglietto dinamico», che prevede la riduzione del biglietto nella stagione bassa, e il biglietto annuale, che costa un euro in piu' rispetto a quello giornaliero.