Il ministro Bonisoli riconvoca i tre candidati alla direzione del Parco archeologico Colpo di scena per la nomina del nuovo direttore generale del Parco archeologico di Pompei. Il ministro Alberto Bonisoli incontra nuovamente oggi a Roma l'ex direttore Massimo Osanna e gli altri due candidati inseriti nella terna sottopostagli dalla commissione tecnica: Maria Grazia Filetici e Maria Paola Guidobaldi. Il ritardo della scelta nascerebbe da ragioni di ordine politico sollevate sia dal M5s che dalla Lega. Intanto ieri visita a sorpresa e in incognito alla Reggia di Caserta della nuova direttrice Tiziana Maffei non ancora insediata. NAPOLI Colpo di scena nella vicenda della nomina del nuovo direttore del Parco archeologico di Pompei. Da fonti del ministero dei Beni culturali, riprese dall'Ansa, si apprende che oggi i tre candidati alla direzione del sito vesuviano incontreranno nuovamente il ministro Alberto Bonisoli. Oltre al direttore uscente Massimo Osanna, che ha ripresentato la propria candidatura, nella sede del Collegio Romano sono stati convocati anche Maria Grazia Filetici e Maria Paola Guidobaldi che compongono la terna espressa da una commissione tecnica e sottoposte al ministro per la decisione finale. Un ultimo incontro de visu con i tre candidati e poi anche per il nuovo direttore generale di Pompei potrebbe stesso in giornata arrivare la nomina. Si tratta dell'ultima decisione sulla governance dei beni culturali. Evidentemente anche la più difficile. Il ritardo nella scelta è stato denunciato ieri sul Corriere della Sera da Gian Antonio Stella che ha ricordato che dal 3 gennaio, ultimo giorno della gestione Osanna, a ieri ci sono stati 137 giorni per mettere fine all'interim affidato ad Alfonsina Russo, alla guida anche del circuito Colosseo-Foro-Palatino. La riconferma dell'archeologo lucano, professore ordinario alla Federico II e protagonista della stagione della rinascita del sito archeologico vesuviano, sembrava fino a pochi giorni fa scontata, una semplice formalità imposta dalla legge. Ma evidentemente la faccenda si è complicata per ragioni che esulano dal merito scientifico. Nominato dal ministro Massimo Bray del Governo Letta, Osanna ha lavorato gomito a gomito col successore Dario Franceschini di cui ha conquistato sul campo la piena fiducia. Sarebbe stata proprio questa caratterizzazione a far passare in secondo pianto i meriti organizzativi e scientifici. E questo non tanto per la prevenzione di Bonisoli, che anzi ha più volte espresso parole di apprezzamento per Osanna, quanto per i maldipancia sia di esponenti del Movimento 35 stelle, sia della Lega. Non si può nascondere che l'infuocata vigilia pre elettorale abbia reso ancora più difficile la decisione del ministro. La scelta però è diventata ora davvero improcrastinabile. Eppure Bonisoli ha già incontrato due settimane fa tutti e tre i candidati inseriti nella terna. Il secondo giro di consultazioni davvero risulta incomprensibile. Non risulta infatti che questa prassi sia stata seguita in altre circostanze, per esempio nel caso della nomina del nuovo direttore generale della reggia di Caserta Tiziana Maffei. Il nome di quest'ultima è stato infatti annunciato da Bonisoli alla vigilia della sua ultima visita a Napoli. Va però anche considerato che nel caso della Reggia di Caserta il direttore uscente Mauro Felicori non ha potuto concorrere alla successione di se stesso perché ormai in pensione. Tutti e tre i candidati alla guida del sito borbonico non portavano insomma il peso di una collaborazione impegnativa, per quanto proficua, con un governo precedente dal quale quali gli azionisti politici dell'attuale vogliono marcare in ogni modo le differenze. Un dato è certo. Il tempo è abbondantemente scaduto: Pompei, ha bisogno di una governance pienamente legittimata a portare avanti il grande lavoro svolto negli ultimi anni per cancellare nel mondo l'immagine di degrado e approssimazione diffusa nella triste stagione dei crolli.