«C'è il rischio di spendere molti soldi per fare una cosa e poi lasciarla a metà. Il Mose non è un mostro atterrato nella laguna di Venezia contro la volontà dei veneziani, del Comune, della Regione, della Provincia e del governo italiano. E' una scelta che è stata fatta democraticamente e adesso viene implementata». Con queste parole il ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione ha espresso la propria preoccupazione per l'evoluzione del dibattito sul futuro dell'opera. Il ministro ha spiegato che «se esiste una maggioranza per fare scelte diverse, allora l'impostazione può essere corretta. Attenti però: se si fa una scelta e poi la si interrompe a metà, si è pagato metà dei costi e non si avrà nessun beneficio». Immediata la replica del sindaco Massimo Cacciari: «Perdere soldi? Molte delle cose fatte possono essere comunque utili» ha risposto il primo cittadino. «Finora i lavori del Consorzio Venezia Nuova al Lido, il rafforzamento dei litorali e altri ancora sono stati lavori utili, non si sono persi soldi. Ma ha proseguito ci sono delle ipotesi alternative che vanno attentamente valutate. La città deve sapere che l'opera che si va a realizzare è davvero la più utile e la migliore, la città dev'essere informata e ciò è quello che avverrà. Dopo di che ha affermato Cacciari evidentemente si tratta di un'opera che viene decisa dal governo, dunque ognuno deve ricoprire il proprio ruolo e assumersi le responsabilità». «Come si fa ha concluso a realizzare un'opera simile in assenza di partecipazione della cittadinanza, bypassando il Consiglio comunale?».