E la pioggianon fermala festa La festa e le iniziative previste sono state rimandate causa maltempo, ma in tanti sono andati lo stesso alle Rampe del Poggi, a Firenze, sotto piazzale Michelangelo, per la chiusura dei lavori di restauro finanziati da Fondazione Cr Firenze ed il ritorno dell'acqua dopo 100 anni nelle vasche e nelle fontane. Così le Rampe, che costarono più del doppio del previsto, sono tornate al volto pensato da Giuseppe Poggi nella seconda metà dell'Ottocento. La festa era stata annullata per maltempo, lo avevano già annunciato da due ore. Ma a festeggiare le nuove Rampe sono venuti in tanti abitanti di San Niccolò e non solo, armati di k-way e ombrelli. Perché l'attesa di rivedere l'acqua scorrere di nuovo giù per la collina era tanta, e non volevano perdersi il primo zampillo della nuova vita del complesso monumentale sotto piazzale Michelangelo. In centinaia si sono accalcati ieri pomeriggio sulla seconda rampa del percorso architettonico progettato da Giuseppe Poggi quando il sindaco Dario Nardella e il presidente di Fondazione Cr Firenze Umberto Tombari hanno premuto all'unisono, mano sulla mano, il pulsantone rosso volendo fare un'inaugurazione-spettacolo, nonostante la pioggia battente, hanno usato lo stesso «fungo» dei quiz televisivi, da Mike Bongiorno a «Sarabanda» che ha ri-acceso la fontana ottocentesca dopo quasi un secolo. Ci sono voluti dieci mesi di cantiere e due milioni e mezzo di euro di investimento (attraverso il meccanismo dell'Art Bonus) per ripristinare l'acqua nelle fontane, nelle vasche e nelle grotte del complesso, ai lati della Torre di San Niccolò, così come lo aveva pensato il suo architetto. E come da decenni non accadeva più. In dieci minuti scarsi, a partire dal via col pulsante rosso, l'acqua è passata dalla conchiglia posta al terzo livello fino alla grande vasca e ancora giù tra gli applausi delle persone intervenute e le note dell' «Inno alla gioia» di Beethoven, lungo i 54 metri del suo percorso. Erano previste anche visite guidate, intrattenimento e musica, tutto è stato solo rimandato a cieli più sereni. «È una grande gioia ha detto Nardella rivedere questo complesso tornare a funzionare. È una giornata indimenticabile e storica». Della rapidità di esecuzione dei lavori si è complimentato Tombari che ha sottolineato come «un intervento molto impegnativo e con non poche difficoltà» sia stato «completato in soli nove mesi». «Il merito va alle maestranze per l'entusiasmo e l'alta competenza dimostrata. Firenze ha davvero delle eccellenze senza le quali il risultato non sarebbe stato questo».