Roma. Entro il 2020 pronta la nuova sede voluta dal Quirinale per il fondo ora a Palazzo Venezia. Lo storico Alessandro Zuccari: «Il progetto di Mario Botta è la soluzione» «Da anni c'era l'urgenza di trovare una soluzione adeguata ai tempi per la grande Biblioteca nazionale di Archeologia e storia dell'arte di Roma, ora costretta in locali angusti e in parte fatiscenti a Palazzo Venezia. La nuova sede voluta dal Quirinale a Palazzo San Felice, in via della Dataria, sarà un grande Polo bibliotecario e culturale di livello europeo, pronto alle sfide informatiche, con locali per incontri scientifici, a disposizione degli studenti universitari e degli storici dell'arte italiani e internazionali». Alessandro Zuccari, accademico dei Lincei, ordinario di Storia dell'arte alla Sapienza di Roma, da sempre si batte per una definitiva collocazione dell'immenso patrimonio librario costituito da 400 mila volumi (tra cui incunaboli, cinquecentine e seicentine, 1.600 opere manoscritte, 20.700 tra incisioni, disegni e fotografie, 100 mila carte di fondi archivistici) che ha formato generazioni di storici dell'arte. La storica sede di Palazzo Venezia soffre di mille problemi, spiega Zuccari: «La biblioteca è letteralmente soffocata, i materiali sono spesso sovrapposti, alcuni soppalchi in legno sono inagibili, troppi libri sono irraggiungibili». Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha fortemente voluto una soluzione che ora è un cantiere seguito con attenzione dal Segretario generale del Quirinale, Ugo Zampetti: Palazzo San Felice, tra il Quirinale e Fontana di Trevi, sede per anni di una quarantina di alloggi di funzionari della presidenza della Repubblica. L'architetto Mario Botta ha donato un progetto di ristrutturazione per i seimila metri quadrati, il doppio di Palazzo Venezia: 14 chilometri di scaffalature, un auditorium di 350 posti, strumenti per l'informatizzazione, postazioni di studio allineate agli standard delle grandi istituzioni culturali internazionali, zone espositive. Mattarella, durante la presentazione del progetto di Botta che si concluderà a fine 2020, aveva detto: «La cultura è un patrimonio inestimabile, e dobbiamo consegnarlo, incrementandone il valore, alle generazioni più giovani. E trasformare San Felice in un Polo bibliotecario culturale e creativo va proprio in questa direzione». Alcuni studiosi, come Adriano La Regina, hanno manifestato perplessità dichiarandosi favorevoli a una ristrutturazione di Palazzo Venezia. Ribatte Zuccari: «Le opinioni vanno rispettate. Ma qui bisogna scegliere se limitarsi a conservare l'esistente, a contenere l'usura di strutture pericolanti o se, invece, guardare alle nuove generazioni, alle loro esigenze, come avviene in tutti i Paesi. Ho visto il progetto di Mario Botta, che conosco da tempo, ed è ammirevole la sua capacità di proiettarsi in avanti, di intuire futuri bisogni culturali».