EVENUTO alla luce, inaspettatamente, due mesi fa, dopo essere rimasto nascosto, per anni, sotto uno strato di intonaco. Si tratta di un affresco, apparentemente databile intorno al Seicento, che ricopre le pareti e la volta del soffitto di una stanza al piano terreno della Casina dell'Orologio, a villa Borghese, vicino a piazza di Siena. Durante i lavori di ristrutturazione e di consolidamento della struttura che, una volta chiusi i cantieri ospiterà la nuova sede di "Roma città storica", dovevano essere abbattuti due tramezzi che prima dividevano il grande vano in tre parti. Proprio durante quest'operazione di smantellamento gli operai che lavorano alla Casina dell'Orologio, si sono accorti di un secondo strato colorato, più interno rispetto a quello dell'intonaco, presente su tutte le pareti. E non solo, visto che si estende anche lungo il soffitto. E così, pian piano, è finalmente tornato a splendere quell'affresco dallo sfondo chiaro, ma frammentato da tutta una serie di griglie color rosso e da esili elementi arborei, con varie rappresentazioni di uccelli, alcuni dei quali in volo, e lo stemma della famiglia Borghese al centro della volta. A guardarlo può sembrare quasi la riproduzione di una voliera, magari inserita nel contesto del verde di villa Borghese, realizzata con i criteri decorativi dell'epoca. Le condizioni dell'affresco ritrovato non sono delle migliori: alcune crepe infatti lo attraversano da una parte all'altra. Ed è forse questa la ragione per cui, anni addietro, sono stati innalzati quei muri: per fare da sostegno all'intera struttura. Ora ci sarà di certo bisogno di un restauro perché l'opera possa tornare all'antico splendore. Due giorni fa, l'ultimo sopralluogo da parte dell'assessore capitolino alle Politiche culturali, Gianni Bor-gna, e di alcuni rappresentanti della soprintendenza dei Beni culturali per stabilire con precisionel'epocaacuifar risalire l'affresco e il suo valore. E oggi, sul posto, ci sarà la presentazione ufficiale da parte del sindaco Walter Veltroni, dell'assessore Borgna e degli studiosi della storia del parco.