Il web è uno strumento essenziale per la valorizzazione del lago di Garda e si deve puntare ancora di più sull'enogastronomia, sulle bellezze del suo entroterra, sulle sue piste ciclabili». Parola di Franco Cerini, che ha lasciato il timone di Garda Lombardia (il principale ente promotore del Benaco) al suo successore, Luigi Alberti. Il Garda come grande scenario capace di «stupire». Il Garda come meta turistica che negli ultimi anni è riuscita ad aggiornare l'immagine, a unificare gli sforzi comunicativi, a sfruttare opportunamente la comunicazione digitale. È questo il bilancio, questa la consegna che Franco Cerini affida al suo successore alla guida di Garda Lombardia, Luigi Alberti. Alberti l'altra sera è stato eletto all'unanimità dalla composita compagine sociale che forma il primo e unico consorzio capace di dar voce all'intero Garda Bresciano unendo albergatori, ristoratori, consorzi produttivi, enti locali e soggetti a vario titolo coinvolti nella fiorente industria del forestiero sul Benaco (quasi 2 milioni di arrivi e 8 milioni di presenze, per limitarci alla sponda bresciana). Cerini, 71 anni, dal 2013 è stato impegnato ininterrottamente in questa esperienza: dal 2013 al 2015 è stato vicepresidente del consorzio Garda Lombardia, per due anni ne è stato presidente e in base al criterio di rotazione fra le tre sponde è stato presidente di Garda Unico. Dal 2017 è tornato ad occuparsi a tempo pieno di Garda Lombardia prima, appunto, di passare la mano. Albergatore di seconda generazione con attività a Sirmione e Desenzano, negli ultimi dieci anni Cerini ha visto crescere «l'offerta delle strutture alberghiere e, di pari passo, la promozione e comunicazione del Garda. C'è stata un'autentica esplosione delle tecniche di vendita e un approccio consapevole al web marketing. Conta la capacità di stare sul mercato e il Garda nel suo complesso l'ha dimostrata». Fra i successi della sua gestione Cerini rivendica il fatto che «il nostro Consorzio s'è mosso bene nel web marketing. L'evoluzione però è costante e non bisogna abbassare la guardia. In questi anni è cambiato radicalmente il modo del turista di scegliere la destinazione e la figura dell'addetto alle vendite on line è essenziale». Certo, accanto alla comunicazione servono i «fondamentali»: «La scelta vincente spiega Cerini è mantenere lo stupore di chi viene sul lago. Si tratta allora di valorizzare la natura dell'entroterra, le tipicità enogastronomiche, le piste ciclabili, quell'unicum che sono le limonaie dell'alto Garda». Del resto è proprio sui mercati esteri che Cerini ha potuto apprezzare come «basta pronunciare il nome Garda perché si vedano facce estasiate». La carta vincente del Consorzio, secondo Cerini, è la sua natura composita: «Riunire gli amministratori di 23 Comuni e gli operatori economici è stato un successo, tanto più che si è stabilita un'autentica armonia e tutti i piani sono stati concertati assieme»: da lì sono nate le missioni in Russia, a Berlino, in Danimarca e a Bratislava, fra le altre. I vertici «politici» del consorzio non hanno ricevuto un euro di compenso, la struttura tecnica è ridotta all'osso, i contributi sono fermi ai valori del 2014 e scavano un abisso con la disponibilità di realtà analoghe, dal Trentino ala Svizzera. Nonostante questo il Consorzio Garda Lombardia «è l'unico soggetto a rappresentare, dal punto di vista turistico, l'intera sponda bresciana, a coinvolgere i Consorzi vitivinicoli e a promuovere unitariamente il Garda sul web»: Soprattutto da quando il Consorzio non gestisce più solo il sito visitgarda.com, ma ha assunto anche la gestione di lagodigarda.it, emanazione della Comunità del Garda. La sintesi di questi anni? «Fare squadra è stata l'arma vincente per il Garda e lo sarà anche in futuro».
Corriere della Sera
11 Maggio 2019
Garda. I tesori del lago da valorizzare: ecco le risorse per il turismo
MA
Massimo Tedeschi
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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