Il critico d'arte ha definito incompetenti Ferrari e Marini: «Se necessario mi dimetto» TRENTO. Sgarbi rimane al suo posto. Dopo giorni di polemiche e tensioni il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti cerca di mettere la parola fine alla querelle che vede contrapporsi il neo presidente del Mart di Rovereto ai consiglieri provinciali Sara Ferrari (Pd) e Alex Marini (M5S), con il corollario di commenti di buona parte della politica trentina. Una posizione che non ammette repliche e che ribadisce la volontà di Fugatti di mantenere alla guida del museo trentino il critico d'arte, dopo che Sgarbi stesso aveva dato disponibilità a rimettere il mandato nelle mani del governatore. «La nomina di Sgarbi ha spiegato Fugatti - è stata dichiarata corretta anche dal presidente dell'Anac Raffaele Cantone, il quale ha infatti deliberato l'insussistenza di ipotesi di violazione della normativa in materia "a condizione che non vengano attribuite al presidente del Consiglio di amministrazione del Mart specifiche deleghe gestionali", cosa che infatti non è avvenuta. Se quindi anche il massimo organo nazionale anticorruzione legittima il nostro operato, tutto possiamo dire eccetto che si sia trattato di una "pagliacciata". Il professor Sgarbi ha accettato l'incarico a titolo gratuito, e crediamo che il suo operato debba essere valutato sulla base dei risultati che otterrà e non delle polemiche politiche prodotte ad arte». Vittorio Sgarbi aveva definito «inetti, strapagati, onanisti e incompetenti» i consiglieri provinciali Ferrari e Marini, rei di aver criticato la sua nomina. Le reazioni di molti rappresentanti politici non si sono fatte attendere. Giorgio Tonini ha classificato come «inaccettabili e inammissibili, del tutto fuori luogo rispetto a legittimi interrogativi e rilievi tecnici e formali sollevati dai colleghi consiglieri» le dichiarazioni di Sgarbi, sottolineando come «noi trentini non sentiamo alcun bisogno di importare nella nostra discussione pubblica, modalità di confronto volgari, aggressive e insultanti». Dello stesso parere anche Ugo Rossi (Patt): «Devo stigmatizzare il contenuto e i toni delle espressioni del professor Sgarbi, ancora più condannabili perché pronunciate da chi ha un ruolo di rappresentanza di una istituzione pubblica». Altrettanto netta la posizione di Paolo Ghezzi (Futura), con un'interrogazione a Fugatti e all'assessore della cultura Mirko Bisesti «per sapere se abbiano intenzione di replicare alle esternazioni di Vittorio Sgarbi e se in merito alle stesse lo ritengano ancora adatto alla carica per la quale è stato nominato». Anche il presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder è sceso in campo a tutela di Ferrari e Marini, definendo le esternazioni di Sgarbi «inaccettabili» ed «estremamente pesanti nei termini e nei modi» ed esprimendo «solidarietà ai due consiglieri in questione, nonché rammarico per le espressioni». Dichiarazioni che hanno immediatamente scatenato la reazione del critico d'arte, che ha risposto ai commenti annunciando un'interrogazione parlamentare ed esprimendo la propria disponibilità a rimettere l'incarico e di portare via con esso anche i progetti ideati per l'istituzione museale trentina: «Non volendo essere oggetto di aggressioni e di insulti, per i progetti che ho già elaborato e che posso proporre in sedi più rispettose e meno rissose, annuncio la mia disponibilità a restituire la mia "carica" nelle mani del presidente Fugatti». A chiusura di questa polemica, il presidente della Provincia di Trento non ha commentato le esternazioni di Sgarbi ribadendo però il suo pieno appoggio al professore».