Nessuno stallo, c'è solo bisogno di tempo per realizzare il sogno di Franco Russoli su Palazzo Citterio inseguito da 47 anni. La storia recente il restauro ad opera del ministero dei Beni culturali parla di ritardi, problemi strutturali, infiltrazioni, ritiri e rattoppi. Quella presente, di ulteriori lavori necessari. Ma degli otto punti critici presentati dal direttore della Pinacoteca di Brera, James Bradburne, su cui bisogna ancora intervenire per rendere il palazzo agibile a museo, su uno soltanto è necessario il beneplacito della Soprintendenza: «Solo la nuova scala monumentale è soggetta ad approvazione spiega Bradburne al Corriere ma non è un elemento che impedisce l'allestimento. Se la Soprintendenza la boccia, andiamo avanti lo stesso sul resto. Siamo pronti con il progetto». Sulle altre necessità tra le quali spostare l'entrata principale dall'attuale civico 12 di via Brera al 14, recuperare superficie espositiva («al momento non c'è spazio sufficiente per l'intera collezione destinata al palazzo»), adeguare gli impianti di allarme, illuminazione e mettere a punto il sistema di climatizzazione non servono permessi: «Abbiamo bisogno di sei mesi di monitoraggio su temperatura e umidità. Dalla perizia avviata è già emerso che non ci sono i parametri idonei per la conservazione delle opere che devono essere portate al Citterio. Gli impianti andranno migliorati ed implementati». Il restauro, che la Soprintendenza alle Belle arti considera concluso, non è quindi sufficiente: «Negare l'evidenza è assurdo. L'edificio non è agibile». Si rende urgente un nuovo intervento, per il quale Bradburne chiarisce: «Abbiamo fondi ministeriali importanti per andare avanti».