La Regione stanzierà 3,5 milioni di euro. Pereira: luoghi splendidi in cui l'arte deve continuare a vivere Un milione di euro quest'anno e due milioni e mezzo nel 2020 per tutelare e valorizzare il patrimonio architettonico sacro della Lombardia. L'assessore regionale all'Autonomia e Cultura Stefano Bruno Galli ha scelto ieri la presentazione del Festival di Musica Sacra che si inaugurerà il 18 a Pavia, per ufficializzare l'impegno di Regione Lombardia a salvaguardia di chiese, conventi e altri luoghi di culto storici e artisticamente rilevanti disseminati su tutto il territorio lombardo. «Ci arrivano varie segnalazioni di situazioni problematiche, di luoghi che necessitano restauri: dobbiamo tutelare le nostre bellezze», illustra Galli, che declina a livello architettonico quanto la Scala sta facendo in ambito musicale: «Oggi le chiese non posso permettersi cori e orchestre, costano troppo; noi abbiamo le risorse, innanzitutto artistiche, per farlo, quindi è doveroso dare il nostro contributo perché messe, oratori e cantate sacre risuonino nei luoghi per i quali erano state pensate», è la filosofia del sovrintendente scaligero Alexander Pereira. È stato lui a volere un festival tutto dedicato al grande patrimonio sacro: per il secondo anno a Pavia risuoneranno i capolavori di Mozart, Luciano Chailly e Paisiello. Il budget del festival è di circa 800 mila euro, in parte coperto da sponsor privati quali Ubi e Allianz, oltre al sostegno della Fondazione Banca del Monte di Lombardia; la Regione ha stanziato 400 mila euro. «È la stessa cifra che avevamo dato per prima edizione, ma era una sorta di una tantum», spiega Galli. «Ora invece è a budget e lo sarà anche nei prossimi anni». Perché pur essendo solo alla seconda edizione ha già i crismi dell'evento: aprirà Zubin Mehta dirigendo il coro e l'orchestra della Scala nella Messa in do minore di Mozart, il 25 e 26 chiuderà Riccardo Muti con la «Missa defunctorum» di Paisiello affidata alla sua orchestra Cherubini e al coro della Radio Bavarese. Anche la Scala vuole ampliare geograficamente il suo intervento: «Vogliamo portare vari spettacoli, tra cui le opere per bambini realizzate in questi anni, dall'Elisir d'amore al Barbiere di Siviglia, nei piccoli teatri delle province lombarde, ma anche piemontesi e venete», ha concluso Pereira. «Sono luoghi splendidi in cui l'arte deve continuare a vivere».