La soprintendente Ranaldi: si apra il museo. «In dodici mesi è diventato un fantasma» «Sconcerta la posizione di Brera: Palazzo Citterio è utilizzabile a museo, da subito»: risponde così la Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana Antonella Ranaldi al nuovo progetto di restyling presentato da James Bradburne. Tutto, o quasi, da rifare, secondo il direttore della Pinacoteca di Brera. A un anno dalla chiusura del cantiere di restauro e a 47 dall'acquisto di Palazzo Citterio da parte dello Stato, il lavoro del ministero non sarebbe «adeguato». Nell'aprile 2018, l'apertura per tre giorni al pubblico, a marzo di quest'anno la consegna. Ma i problemi evidenziati dal museo sono tanti da progettare di riaprire i lavori. Come risponde? «Mi sembra una polemica inverosimile, a lavori finiti e collaudati, con il benestare di tutte le parti in campo. Sono lavori necessari tanto da mettere in discussione l'intero operato del Mibac (ministero dei Beni culturali, ndr)?» A quanto pare. Sono otto i punti deboli messi in evidenza da Bradburne. «Sconcerta questa posizione di critica. Il restauro durato due anni e otto mesi, per un importo di 9,9 milioni di euro è stato un lavoro corale, che ha coinvolto tutti gli uffici del ministero, compreso il museo di Brera, il segretariato regionale che ha appaltato i lavori e la Soprintendenza di Milano che ne ha seguito l'esecuzione». Secondo la direzione, i punti deboli furono comunicati, ma non ci fu dialogo. «Non è così. I lavori sono stati seguiti e approvati dagli stessi tecnici di Brera». La Soprintendenza approverà il nuovo progetto di riqualificazione? «Vedremo di cosa si tratta. Per noi il Palazzo è utilizzabile a museo. Da subito». Il mandato di Bradburne scade quest'estate. Aspetterete, in caso, di dialogare con la nuova direzione? «Non rispondo su questo». Andiamo alle critiche: il solaio non consentirebbe la movimentazione delle opere né potrebbe costituire l'ingresso principale al museo. «L'entrata è quella storica: nel cortile. I progettisti hanno studiato il sistema in modo che l'ingresso delle opere avvenga da lì». La nuova scala non costituirebbe un'entrata idonea. «Questo è un commento personale». Il montacarichi sottodimensionato? «La Pinacoteca ha un montacarichi? No, eppure di opere grandi ce ne sono». Il dispositivo di allarme ad altezza dei quadri? «L'impiantistica è stata seguita direttamente dai tecnici di Brera». Parte delle sale sarebbero state trattate con un restauro storico non fruibile per un uso museale. «Palazzo Citterio è un palazzo storico, restaurato e reso adatto all'uso. È il suo valore. Non parliamo di un museo ex novo. Si faccia funzionare il tutto. In altre parole, diventi un museo: su questo bisogna lavorare, non annullando quanto fatto finora secondo il progetto vincitore del concorso. Attendiamo che il museo venga aperto. Già questi 12 mesi trascorsi a porte chiuse, a lavori ultimati, lo hanno reso un fantasma. È ora di restituirlo a Milano».