Da venerdì l'appuntamento con i libri antichi alla Biblioteca Nazionale Non solo ultimi arrivi e nuovi best seller. Nei giorni del Salone la città omaggia tutti i libri. Anche i classici, le opere introvabili e quindi ancora più preziose e i volumi ormai fuori catalogo e fuori commercio. «Scripta manent», l'inchiostro che ha riempito le vecchie pagine continua ad essere un patrimonio perenne, non passa mai di moda. Il paradiso degli amanti delle rilegature in pelle e in seta e della carta ingiallita e polverosa è previsto all'Auditorium Vivaldi di piazza Carlo Alberto da venerdì fino a domenica, dove l'Associazione librai antiquari d'Italia presenta la nuova edizione della mostra mercato sui libri antichi e rari. Dopo il successo del 2018, quest'anno trenta librerie provenienti da tutta Italia metteranno a disposizione di bibliofili, collezionisti e visitatori libri d'artista, manoscritti, carte geografiche, stampe e rarità del secolo scorso. Si tratta di prodotti editoriali preziosi, da maneggiare con cura. Tra le aderenti ci sono anche storici punti di riferimento per i bibliomani torinesi: la «Galleria Gilbert», «Atlantis», «Il Cartiglio», «Dedalo Bosio», «Dentis», «Tre Colonn» e «Peyrot». Per tre giorni, nelle sale della Biblioteca Nazionale e all'interno del programma del Salone Off, gli espositori che fanno parte dell'associazione nata nel 1947 per preservare e non disperdere il patrimonio bibliografico, metteranno a disposizione le loro rarità raccolte negli anni. Non solo: durante la fiera sono in programma tre appuntamenti. Venerdì alle 18,30 è previsto il dialogo tra lo scrittore argentino Alan Pauls e l'editore Marco Cassini su Borges e Cortazar; sabato alle 12 Mauro Chiabrando presenta il «Il particolare superfluo. Atlante morfologico delle minuzie editoriali» (Luni editrice); e sempre sabato alle 17.30 film e letteratura si ritroveranno nell'incontro «Quasi amici: libri antichi al Museo Nazionale del Cinema». I visitatori, oltre a intraprendere un viaggio nella bibliografia tra i reperti e le testimonianze del passato, potranno anche vistare la mostra «Leonardo e i suoi saperi», che inaugura domani alle 16.30 con una lectio magistralis dello storico e docente Massimo Firpo dal titolo «1519. Morte di Leonardo. L'Europa tra Rinascimento e Riforma». Per custodire questo patrimonio e fare in modo che il passato non perda pezzi e pagine di storia è stata anche lanciata l'iniziativa «Avrò cura di te», una campagna di salvaguardia del libro antico e di raccolta fondi promossa dalla Fondazione Firpo che si propone di restaurare sedici libri antichi che attualmente sono conservati nella biblioteca della Fondazione, sempre all'interno della sede di piazza Carlo Alberto. Il fondo Firpo è nato nel 1990 per rendere accessibile a tutti gli studiosi la collezione di oltre seimila volumi raccolta dal professor Luigi Firpo e specializzata in opere di storia moderna e di studi sul pensiero politico e filosofico. L'inventario dei testi da risanare comprende, tra le altre, un'opera di Tommaso Campanella, una di Giovanni Botero «Le relazioni universali», una «Historia» delle rivoluzioni francesi del 1655 e soprattutto l'edizione datata 1774 di «Dei delitti e delle pene» di Cesare Beccaria, lo scritto più famoso dell'illuminismo italiano, inserito poco dopo la sua pubblicazione nell'indice dei libri proibiti. Scegliere di contribuire alla messa a nuovo di vecchie opere, nelle intenzioni della onlus è un atto simbolico, significa anche, in senso più ampio, sviluppare un'attitudine a prendersi cura gli uni degli altri, per «l'unica modalità di convivenza umana accettabile».