Anche Bagno a Ripoli vuol essere della partita Unesco: «Le nostre colline patrimonio dell'Umanità». Lo ha proposto ieri il sindaco uscente, e in corsa per il secondo mandato, Francesco Casini annunciando di voler presentare la candidatura delle colline fiorentine. Con un appello «a intellettuali, professionisti e Università» per creare «una task force per valorizzare e tutelare questo bene inestimabile». Il problema è lo stesso, anzi un po' più complicato, di San Miniato. Anche le colline sono presenti nella «buffer zone« dell'Unesco, quell'area «cuscinetto» che deve «garantire un livello di protezione aggiuntiva ai beni riconosciuti patrimonio dell'umanità». Sono quindi vincolate e tutelate, già ora non è possibile proporre significative variazioni del paesaggio. Perché «la quinta scenica delle colline» è già tra i criteri di integrità con cui è il centro storico di Firenze è entrato nell'Unesco. «Non vogliamo chiedere una candidatura a se stante spiega Casini ma l'allargamento dell'area del centro di Firenze». Esattamente ciò che chiede padre Bernardo per San Miniato al Monte. «Perché se si guardano le cartografie del Trecento e Quattrocento Firenze è sempre raffigurata fino ai colli, è un tutt'uno storico artistico e paesaggistico». Difficile in quanto si tratta di ottenere una «major modification», una modifica radicale del rapporto tra Firenze e l'Unesco. Ma «il professor Pietro Laureano, presidente di Icomos Italia, ci ha detto che è fattibile» rassicura il sindaco. Secondo lui «i vantaggi per Bagno a Ripoli sarebbero notevoli sia sul piano della valorizzazione turistica che della visibilità internazionale, e della qualità dell'area». I tempi però si allungherebbero: se per ottenere una «minor modification» occorrono circa due anni, per far rientrare anche le colline della cintura occorrerebbe ridisegnare completamente il profilo del sito Unesco. «I nostri paesaggi prosegue Casini sono tra i più belli al mondo. Senza le nostre colline la città non sarebbe più la stessa, senza dimenticare il nostro olio e il vino» e i «piccoli scrigni d'arte come l'Oratorio di Santa Caterina e l'Antico Spedale del Bigallo». La Toscana conta sette siti patrimonio dell'umanità. Oltre al centro storico fiorentino ci sono piazza dei Miracoli a Pisa, San Gimignano, il centro di Siena, Pienza, la Valdorcia e le ville medicee. Proprio la Valdorcia, inserita nella lista Unesco nel 2004, è il termine di paragone più «vicino» per tipologia. Ma la politica della sede parigina in questi anni è orientata spiegano dall'Unesco a favorire quelle zone del mondo più in difficoltà, mentre l'Italia è il paese più tutelato in assoluto dall'Unesco.