La proroga del Comune. A fine maggio scade il contratto della storica attività Lavori prorogati al 31 dicembre 2019 e (per ora) nessuna certezza sul futuro della farmacia Pitti. Sono queste le due novità che arrivano da piazza San Felice, in Oltrarno, e che stanno rimettendo in moto la protesta dei residenti. Nelle scorse settimane, infatti, Palazzo Vecchio nonostante che il sindaco Nardella, quando fece il suo primo sopralluogo al cantiere per firmare anche la petizione contro la chiusura della storica attività, avesse detto: «Mai vista una cosa del genere, per me nessuna proroga» ha comunque concesso un «prolungamento» dei lavori per altri 254 giorni alla proprietà del palazzo che ospita l'antica farmacia Granducale. Interventi di ristrutturazione e riqualificazione che, alla fine, trasformeranno l'edificio nell'ennesimo albergo di lusso del rione. Tutto in regola, per carità: «Ma in una piazza piccola come quella di San Felice e con un altro cantiere che partirà a giugno, a pochi metri di distanza, il Comune non si è reso conto che pedoni, residenti e attività avranno vita difficile?», si arrabbia il comitato nato un anno e mezzo fa proprio per difendere la farmacia Pitti dalla chiusura. Sta di fatto che a oggi, e a poco più di venti giorni dalla scadenza del contratto d'affitto, tra la Palazzo San Felice Srl e i titolari della farmacia non ci sarebbe stato alcun contatto per il rinnovo, «e questo silenzio ci preoccupa molto. Ecco il motivo per cui chiediamo al Comune di intervenire e di fare da tramite. Perché il rischio è che, nonostante i vincoli apposti dal ministro Ronchey nel '93 e da Palazzo Vecchio nell'ottobre scorso, l'attività alla fine sia costretta ad andare via», aggiunge il comitato. Insomma, la farmacia Pitti, diventata un simbolo della battaglia per non fare fuggire via i fiorentini che lì, a due passi da Palazzo Pitti ancora risiedono, potrebbe avere i giorni contati. E così appelli, assemblee, petizioni (furono raccolte 4500 firme), interrogazioni e anche un servizio sulla tv tedesca, ora, potrebbero non servire a nulla visto che tutto tace. Tanto che, a inizio settimana, l'assessore allo Sviluppo economico, Cecilia Del Re, ha tenuto una riunione con il titolare della farmacia, Piero Pacenti, il suo legale e alcuni tecnici, per fare il punto della situazione. «Posso solo dire che la riunione ha riguardato i vincoli e l'accesso agli atti richiesto dal dottor Pacenti spiega Del Re Non appena la direzione Sviluppo Economico avrà reperito tutte le informazioni le trasmetterà anche alla proprietà dei locali». L'assessore, comunque, si dice disponibile a incontrare entrambe le parti augurandosi «che si possa raggiungere un accordo in tempi rapidi». L'unica certezza, a oggi, è che fino a quando il Tar non avrà detto la sua sul vincolo apposto dal ministero nel 1993 «quel fondo non potrà che essere occupato da una farmacia», chiude Del Re.