Il figlio del Maestro respinge le accuse del candidato sindaco: «Questo è un centro unico» «La fondazione qui a San Firenze non è uno spot. E non è uno spot neanche il progetto di un unico centro di arti dello spettacolo del genere nel mondo». Pippo Zeffirelli, figlio del Maestro e vicepresidente della fondazione nata nell'ex Tribunale di piazza San Firenze, non ha gradito l'attacco arrivato dal candidato sindaco del centrodestra Ubaldo Bocci nel corso del forum al Corriere Fiorentino . L'ex tribunale, aveva detto Bocci durante il confronto, «finora è stato riempito con operazioni spot, dalla Fondazione Zeffirelli a quella di Bocelli». Ma come? Proprio il Maestro, icona del centrodestra fino a candidarsi con Forza Italia, ora viene attaccato dalla sua parte politica? «Uno schiaffo da uno di destra dopo anni di attacchi da sinistra» dice Pippo Zeffirelli, che non ci sta e vuole rispondere. «Non è un spot, siamo una realtà culturale importante. E resteremo qui per tutto il tempo della concessione, non vogliamo certo dare soddisfazione a chi ci vuole mandare fuori» dice. Ripercorre le tappe che hanno portato all'apertura del centro-museo Zeffirelli e rivendica il lavoro svolto: «Il Comune ci ha accolto felicemente, ma non ha fatto nessuno sforzo economico. Nonostante le offerte di Russia ed Usa, dove le sponsorizzazioni avrebbero coperto tutti i costi, abbiamo deciso di venire a Firenze. Con sforzi enormi da parte del Maestro, abbiamo investito 3,5 milioni nella ristrutturazione (tutte cose che resteranno alla città) per aprire un centro unico di esposizione del lavoro del Maestro e di formazione, un museo delle arti dello spettacolo. E l'archivio svolge una fervente attività divulgativa». Passando da una sala all'altra, nell'ex tribunale, si resta sorpresi dalla bellezza. «Faremo una mostra sul lavoro di Salvador Dalì legata alla sala dedicata al progetto sull'Inferno di Dante del Maestro, abbiamo già fatto altre mostre su Tarkovsky. Sono partiti i corsi di formazione». In cambio di questa attività, «il Comune ci ha abbattuto l'affitto: ma, appunto, paghiamo un affitto, come abbiamo pagato la Cosap per ristrutturare il palazzo, ed una volta al mese apriamo gratuitamente ai fiorentini: ne arrivano tra i 300 e i 400 ogni domenica». Così, come, racconta sempre Pippo Zeffirelli, «sono ormai numerosi gli studenti. Abbiamo fatto corsi su costume, scenografia. Per fare le cose per bene, ci vuole tempo. Per questo non siamo uno spot». Non solo, insiste il vicepresidente: «Cosa vuole fare di diverso Bocci in questo palazzo? Mi spiace che lui non sia mai venuto qui alla fondazione». Per fargli capire «il progetto complessivo: dopo di noi, è arrivata anche la fondazione Bocelli ed arriverà anche una scuola legata alle arti dello spettacolo. Questo è un polo unico al mondo». L'ultima amarezza arriva dalla storia di Zeffirelli, «spesso ostracizzato dalla sinistra, in Italia e solo in Italia, diventato un'icona del centrodestra: non capisco questo attacco, ma parlare di noi senza sapere cosa succede qua, mi pare un pochino azzardato».