Sempre più tiepido l'impegno del Comune. Cotugno: ci vuole un piano generale per le aree culturali Matera. Il teatro Duni è destinato ad essere venduto all'asta. È il risultato della nuova udienza che si è svolta in questi giorni al Tribunale di Matera nel corso della quale i proprietari hanno comunicato di attendere il finanziamento per ripianare i 400 mila euro di debiti, operazione che avrebbe evitato che il cine teatro finisse assegnato all'incanto al miglior offerente in una data che fisserà il giudice Mariadomenica Marchese. Si riaffacciano, dunque, tutti i dubbi che hanno accompagnato in questi mesi l'iter giudiziario della struttura in pieno centro della città ormai chiusa da tempo. Sempre più distaccato l'atteggiamento del Comune che già un mese fa aveva commentato l'ulteriore rinvio dell'udienza con una frase laconica del sindaco de Ruggieri che confermava di aver preso atto della decisione del tribunale e di confidare in una soluzione in tempi brevi. Un po' poco per il sindaco che sin dal suo arrivo alla guida della città aveva fatto dell'acquisto del Duni una delle priorità della sua amministrazione. Col passare dei mesi e l'affievolirsi dell'effetto Matera 2019, l'urgenza di impossessarsi dell'edificio costruito da Ettore Stella, esempio di architettura moderna, sembra essersi ridotta notevolmente. Il tema più urgente resta quello dei contenitori culturali di cui la città è quasi totalmente priva, nonostante il suo ruolo di capitale europea della cultura. «I tempi di questa operazione spiega il consigliere comunale del movimento Matera Capitale, Angelo Cotugno - sono stati troppo lunghi. C'è ancora la voglia di acquistarlo? Lo si faccia, ma al tempo stesso si pensi anche ad una programmazione più complessiva, alla gestione degli spazi. Insomma, il teatro Duni non è tutto, c'è anche altro aggiunge -. Non si può negare che l'immobile non rappresenti un esempio importante e che la città debba dotarsi di un luogo come questo, ma prima vanno risolti i problemi fra i soci e questo può voler dire allungare ulteriormente i tempi in caso di eventuali ricorsi. In prospettiva prosegue Cotugno la vita culturale della città proseguirà anche dopo il 2019 e non sarà il Duni a risolvere i nostri problemi, né lo farà la Cava del Sole (spazio alle porte della città che ha ospitato la cerimonia di apertura dell'anno da capitale europea della cultura, il 19 gennaio scorso, ndr ) che ha un modello inefficiente. Al momento infatti non abbiamo ancora informazioni sulla gestione e sugli eventi che sono in programma. Sia io che l'ex consigliere comunale Saverio Vizziello abbiamo seguito a lungo questa vicenda per la quale sarebbe il caso di individuare anche queste responsabilità. Sul caso del teatro Duni conclude Cotugno l'amministrazione ha già fondi disponibili e questo potrebbe far partire i lavori subito dopo l'eventuale aggiudicazione senza dimenticare però che va chiarito l'aspetto legato alla gestione. In caso contrario finirebbe come al solito: lavori conclusi e tutto fermo».