Previsti molti laboratori È un bene che finalmente si dia un contenitore al Musil. Ma l'omonima fondazione sta da tempo lavorando sui futuri contenuti: ci sarà l'esposizione di macchinari che hanno fatto la storia dell'industria bresciana ed italiana ma anche laboratori per le scuole ed un dialogo tra il passato ed il futuro, con i necessari approfondimenti sulle sfide dell'innovazione. «Un'attività intensa che stiamo portando avanti da tempo ed è coordinata dal professor Massimo Negri del comitato scientifico ed è frutto di un costante confronto con Comune, associazione degli industriali, Università» spiega Aldo Rebecchi, membro della fondazione Musil nonché presidente della Fondazione Micheletti, l'«architrave» del museo stesso. Quando inizieranno i lavori in via Stefana, in città, inizierà il conto alla rovescia anche per il comitato scientifico: «Abbiamo 15 mesi di tempo per affinare la proposta culturale e decidere quali macchinari portare dallo spazio espositivo di Rodengo Saiano, prevedendo ad esempio un'opportuna rotazione». Ecco, Rodengo. Il Musil ha rischiato di essere sfrattato da quest'importante spazio espositivo che invece non perderà: «Abbiamo avanzato alla società proprietaria dell'immobile la nostra proposta d'acquisto, da un milione di euro». Un milione che verrà tolto dai fondi a disposizione per l'allestimento della nuova sede cittadina.