Loggia in ritardo sull'approvazione del secondo lotto. A rischio il 70 per cento dei fondi Miur Il Consiglio di Stato rigetta il ricorso Socim: in estate i lavori e la gara del II lotto Museo pronto per fine 2020 ma a rischio i fondi del Miur Con un anno e mezzo di ritardo sulla tabella di marcia ora possono partire i cantieri per la realizzazione del primo lotto del Musil, il museo dell'Industria e del lavoro pensato dal Comune nel 2001. Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso di Socim, classificatasi seconda nella gara indetta da Basileus Spa, che ora attende di mettere a gara il secondo lotto (ingresso e torre): prima la Loggia deve approvare il progetto. E sul futuro allestimento c'è il rischio che il Miur tagli il 70 dei fondi. Si parte. Da ieri, con la pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato che valida la gara per la realizzazione del Musil, parte il conto alla rovescia per il taglio del nastro del primo museo cittadino dell'Industria e del Lavoro d'Italia. Un progetto atteso da vent'anni, la giunta Corsini indisse il concorso internazionale di idee, vinto nel 2004 dagli architetti Kleihues e Schuwerk. Un progetto atteso non solo dalla Loggia ma anche dalle associazioni di categoria (Aib su tutte) perché «il progetto valorizzerà la cultura imprenditoriale della prima provincia manifatturiera d'Italia», per dirla con il sindaco Del Bono. Ma anche perché fungerà da volano alla rigenerazione del comparto Milano: una grande fetta di città che nel Novecento ha ospitato veri e propri templi del lavoro come la Tempini, la acciaieria Danieli, la Togni, la Atb, di cui restano ancora ruderi evidenti. La rigenerazione iniziò 15 anni fa con il centro commerciale Freccia Rossa, l'AC Hotel, ed in seguito con il grattacielo Skyline 18 ed il complesso residenziale «Life». Poi è arrivata la crisi del 2009, che ha congelato i sogni urbanistici. La società Basileus aveva già speso 38 milioni di euro per la bonifica del sito (inserito nel Sin Caffaro) da metalli pesanti e Pcb. E aveva realizzato già una serie di opere pubbliche concordate con il Comune (il nuovo cavalcavia alla fine di via Dalmazia e una serie di rotonde). Gli accordi prevedevano anche la costruzione del museo dell'Industria, un investimento da 22 milioni. Un progetto rimasto nel cassetto negli anni dell'amministrazione Paroli (20082013) e ripreso all'arrivo di Del Bono. Certo i ritardi non sono mancati: in virtù delle bonifiche più onerose del previsto l'impegno economico di Basileus è stato rivisto: le sono stati scontati 10 milioni dalla realizzazione del Musil ed le sono stati assegnati 30mila metri quadri in più di edificabilità. Il progetto originario è stato quindi «rivisto» dall'architetto Klaus Shuwerk. La commissione giudicatrice (tra i loro membri i presidenti degli ordini degli Ingegneri e degli Architetti) a novembre 2017 affidò i lavori al Consorzio Integra ed Arco Lavori, le quali avevano offerto un notevole sconto economico (da una base di 7,3 milioni si è scesi a 5,6 milioni) e temporale (dei 474 giorni previsti dal bando hanno offerto un ribasso del 30,4). Sembrava fatta. Ma un doppio ricorso della seconda ditta classificata (la Socim di Napoli) ha ritardato i lavori di un anno e mezzo. Colpa anche della mancata presenza di deterrenti giudiziari atti a disincentivare i ricorsi «temerari». Fatto sta che nel settembre del 2018 già il Tar di Brescia aveva nettamente respinto il ricorso di Socim, che contestava la congruità dell'offerta, per «l'inaffidabilità della quantificazione degli oneri di sicurezza aziendale indicati» ma anche per «l'eccessiva riduzione del numero di ore lavorate senza spiegare con chiarezza quali sono le soluzioni tecniche che si vorranno adottare». Lo stesso presidente del Tar Brescia, Roberto Politi, nel firmare la sentenza ricordava che l'offerta era «coerente con la normativa» e che Socim se avesse voluto sostenere l'inaffidabilità della proposta «avrebbe dovuto dimostrare che non è possibile raggiungere un simile livello di produttività neppure per imprese che dispongano di personale esperto e ben organizzato». Questo non è avvenuto. Una vittoria netta per Basileus, difesa dagli avvocati Francesco Fontana e Italo Ferrari. Non paga, Socim a gennaio si è rivolta al Consiglio di Stato, che ha discusso il ricorso in tempi rapidi (il 28 febbraio). La sentenza, pubblicata ieri, non accoglie nessuna delle tre censure mosse: né quella riguardante gli oneri di sicurezza aziendale ed i cavilli mossi in merito alle relative competenze, né quella sulla «eccessiva riduzione del numero di ore lavorate» (-44 nella stima della ricorrente), con conseguente riduzione del costo della manodopera ma anche dei tempi di realizzazione. Via libera ai cantieri quindi. Quando partiranno? «Da lunedì contatteremo il Consorzio Integra che deve firmare le fidejussioni di garanzia e poi può partire la cantierizzazione, mi auguro entro un mese» spiega Antonio Taini, presidente di Basileus. Certo, bisogna capire se la rete di cooperative che ha 139 realtà associate e 60mila addetti coinvolti ha immediata disponibilità di manodopera: «Fosse per me partirei anche a giugno ma devo attendere le disposizioni di chi ha vinto la gara». Ma se i lavori riguardano il primo lotto (sala espositiva e tutti i servizi tecnologici) l'architetto Shuwerk deve ancora depositare in Comune la revisione del secondo lotto (ingresso e torre panoramica) che vale 4,7 milioni di euro e per il quale serviranno sei mesi di lavori: va trovato anche l'accordo con il progettista sul dislivello ipotizzato per l'ingresso. L'obiettivo di tutti è aprire il museo entro l'autunno 2020. Ora però si apre il nodo dei fondi per allestirlo: A2A ha già garantito i suoi 1,4 milioni ma mancano i 4 milioni della Regione mentre fondazione Musil comunica il rischio «di un taglio del 70 dei contributi del Miur, anche se va registrata la disponibilità del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Vito Crimi, ad un incontro chiarificatore con il Ministro dell'Istruzione». Realizzati i muri del museo, si dovrà quindi lavorare ai suoi contenuti e sperare che l'afflusso dei turisti sia lievito per la rinascita di altre attività commerciali nella zona.