«Sono costretto a smentire le parole del ministro della Cultura francese Franck Riester. Resto sorpreso delle dichiarazioni del mio omologo che annuncia il prestito dell'Uomo vitruviano e dell'Autoritratto di Leonardo al Louvre. Preciso che, nel corso della mia visita istituzionale con il capo dello Stato, nulla è stato deciso da entrambe le parti». Lo ha dichiarato ieri il ministro per i Beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, a seguito di un tweet del collega francese Riester il quale, dopo l'incontro tra i presidenti della Repubblica Mattarella e Macron ad Amboise, in Francia, ha scritto: «Grazie alla cultura, siamo riusciti a riavvicinare la Francia e l'Italia». Annunciando «per la bella esposizione organizzata al Louvre» su Leonardo l'arrivo dell'Uomo vitruviano (che è custodito alle Gallerie dell'Accademia di Venezia) e dell'Autoritratto (che è conservato nei Musei Reali di Torino.) La querelle tra l'Italia e la Francia sui prestiti per la mostra al Louvre era iniziata il 16 novembre scorso quando la sottosegretaria ai Beni culturali, Lucia Borgonzoni, aveva dichiarato: «Leonardo è italiano, niente prestiti al Louvre». I prestiti erano stati «assicurati» dal precedente ministro, Dario Franceschini, per la grande mostra dell'ottobre 2019 della quale, tuttavia, all'oggi non si conoscono le opere che saranno esposte. Secondo il sottosegretario, il prestito avrebbe collocato l'Italia «a margine dell'evento culturale», soprattutto perché l'Accademia dei Lincei aveva «la propria mostra per agosto»: ma due giorni fa i Lincei hanno presentato le loro iniziative. La dichiarazione del sottosegretario era stata ripresa così su «Le Figaro»: «L'Italie veut renégocier le prêt de tableaux au Louvre». Era stato poi il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, a frenare sul prestito dei Leonardo fiorentini al Louvre «per questioni di conservazione». Il primo marzo scorso, a Palazzo Litta a Milano, Bonisoli aveva incontrato proprio il collega Riester in un bilaterale all'insegna delle collaborazioni per l'anno leonardiano. L'Italia, aveva assicurato Bonisoli, «collaborerà con la Francia in vista dell'appuntamento, prestando le sue opere per le mostre che la Francia realizzerà e a sua volta i francesi ricambieranno aiutando l'Italia in occasione del cinquecentenario di Raffaello» (l'anno prossimo). Si era stabilito di stilare un elenco delle opere di entrambi da scambiare; ma questo elenco non è ancora stato predisposto «perché sono in corso una serie di accertamenti tecnici», fanno sapere dal ministero.