Dopo l'ennesimo episodio, Schmidt annuncia una lettera a Nardella. Anche per le scritte Eike Schmidt rompe gli indugi e chiede la chiusura al traffico di lungarno Anna Maria Luisa de' Medici. «Non è più possibile consentire il passaggio di mezzi su questo lungarno attacca il direttore delle Gallerie sia per la sicurezza dei pedoni sia per le continue vibrazioni che potrebbero, a lungo andare, creare danni statici al Vasariano e alla parte degli Uffizi che affaccia sull'Arno». Schmidt per lanciare la sua proposta, che sicuramente susciterà un vespaio di polemiche fuori e dentro Palazzo Vecchio, prende spunto dall'incidente stradale raccontato ieri dal Corriere Fiorentino che domenica sera ha visto un'auto finire contro il paracarro messo a protezione del loggiato degli Uffizi. «Lo avevamo appena cambiato, perché la settimana scorsa un bus dell'Ataf ne aveva rotto un altro». Questo episodio, quindi, ha messo in allarme le Gallerie che, tra oggi e domani, invieranno una lettera ufficiale al sindaco Dario Nardella in cui verrà sollecitata la pedonalizzazione del tratto che va da piazza dei Giudici fino all'inizio di lungarno degli Acciaiuoli. «Una richiesta, la nostra, che prende le mosse anche dal fatto che qui continua il direttore ci sono ancora elementi voluti e inseriti dal Vasari quasi 500 anni fa, dunque, se dovesse verificarsi un incidente più grave andrebbe tutto perduto. Quest'area non è stata costruita per il traffico cittadino, specie quello più pesante». Un'idea che dovrà però fare i conti con il fatto che l'eventuale chiusura di quel tratto di lungarno spezza in due i collegamenti sulla riva destra del fiume dato che quella strada è l'unica rimasta dopo la chiusura di piazza Duomo e della direttrice di piazza Pitti che a quel punto andrebbe riaperta al traffico (un'ipotesi tra l'altro non scartata da Nardella in queste settimane di campagna elettorale). Non solo. Eike Schmidt, durante la conferenza stampa organizzata con l'architetto Antonio Godoli, per parlare della tutela dei beni storici e architettonici di sua competenza, ha puntato il dito anche contro quelle migliaia di turisti che ogni giorno lasciano sui muri e sulle colonne del Vasariano l'inutile segno del loro passaggio: dal 2017 a oggi sono stati 36 gli interventi di ripulitura pagati dalle Gallerie, con una spesa ogni anno tra i 50 e i 100.000 euro. «Per il Vasariano ci vuole un presidio fisso della polizia municipale e l'inasprimento delle multe per chi è sorpreso a scrivere su muri e colonne. Solo così riusciremo a risolvere la piaga dei graffiti ».