Continua, come purtroppo sappiamo, la diatriba fra De Luca e De Magistris intorno all'oggetto misterioso che ormai per semplice abitudine viene chiamato cultura. È diventato a tal punto evanescente, quell'oggetto, che suscita seri dubbi circa la sua effettiva esistenza. E insomma, tanto il presidente della Regione Campania quanto il sindaco di Napoli fanno di tutto per apparentarlo alla fede degli amanti di metastasiana memoria: «che vi sia, ciascun lo dice; dove sia, nessun lo sa». In altri termini, la cultura s'è ridotta a una parola vuota, che appare continuamente tirata in ballo, a proposito di tutto e del contrario di tutto, senza il benché minimo accenno al significato da attribuire a quella parola e, quindi, ai progetti in cui quella parola dovrebbe tradursi una volta che se ne sia stabilito il significato. In concreto, ci si dedica, per esempio, a discutere interminabilmente sui personaggi, graditi all'uno o all'altro dei contendenti politici, da piazzare alla testa degli organismi culturali pubblici, mentre si evita con la massima cura di accertare la competenza professionale specifica dei singoli candidati alle nomine e di chiedere conto a ciascuno di loro del progetto, appunto, che intendono varare. Così, sappiamo anche questo, è accaduto e continua ad accadere per quanto riguarda la direzione dello Stabile di Napoli. E così, adesso, accade per ciò che si riferisce al Festival di Ravello. Cancellata la tripartizione del suo programma in musica classica, danza e jazz, si è affidata la cura della manifestazione a un commissario, l'ex direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, il quale ha annunciato con statuaria tranquillità un voltafaccia da Guinness dei primati. In breve, il programma del Festival di Ravello viene riferito soltanto alla musica classica eseguita da orchestre italiane. A giusta ragione, dunque, lo si potrebbe definire un programma autarchico o, per usare un termine di moda, sovranista. Con tanti saluti alle scelte di respiro internazionale che avevano caratterizzato il Festival in quasi tutte le sue sessantasei edizioni e con l'approdo, invece, a una logica di respiro regionale: se è vero, come è vero, che il primo partner del nuovo corso è il Teatro di San Carlo. Giriamo in tondo, come si vede. Una Fondazione che chiede il supporto di un'altra Fondazione operante nel suo stesso territorio. Tutti insieme appassionatamente, verrebbe voglia di limitarsi a commentare. Ma la faccenda è troppo seria per limitarsi alle battute. Torna sul tappeto la questione del progetto da cui sono partito: qual è il progetto che in materia di cultura ha in mente Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania? Nei tre anni della sua gestione, gli andava benissimo anzi, aveva fortemente sponsorizzato un Festival di Ravello di respiro internazionale, ora sembra che gli vada altrettanto bene il suo contrario. Perché ha cambiato idea? In vista di quali obiettivi? Per ottenere quali risultati? La risposta a questi interrogativi, lo capiamo tutti, sarebbe oltremodo urgente. Per evitare che si ripiombi di nuovo nelle sabbie mobili della retorica d'accatto in cui, per fare un altro esempio, si è ripiombati dopo gli atti vandalici compiuti ai danni del San Ferdinando. C'è stato persino chi ha sostenuto che dipenderebbero dal San Ferdinando il risanamento e il rilancio del quartiere in cui quel teatro ha sede. Ciò che, ovviamente, costituisce un'eclatante sciocchezza. Perché è vero esattamente l'opposto: dipende dal risanamento del quartiere in cui ha sede il rilancio del San Ferdinando. Altrimenti risentiremo, sia pure in forme diverse, il fragore delle bombe carta lanciate contro il San Ferdinando mentre vi si rappresentava «La Gatta Cenerentola» di Roberto De Simone.
Corriere della Sera
1 Maggio 2019
Campania. Cultura, un'araba fenice
EN
Enrico Fiore
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Cronache di Napoli · 1 Feb 2020
Pompei. Maltempo, scavi sott'osservazione
il Sole 24 Ore · 4 Mag 2017
ROMA-Beni culturali recuperati dalla Tpc per 53 milioni di euro e falsi sequestrati per 57 milioni
Left · 6 Mag 2017
La riforma Franceschini che distrugge il Belpaese
la Repubblica · 9 Mag 2017
Volpe: "Troppa pressione ora puntiamo su altri siti"
la Repubblica · 9 Mag 2017
Da Roma a Taranto, scocca l'Appia Day
la Repubblica · 10 Mag 2017
"Per salvare Pompei più ingressi aperti e visite prenotate"
la Repubblica · 11 Mag 2017
La "valorizzazione" di Franceschini
la Repubblica · 11 Mag 2017
NAPOLI-Beni culturali, nascono i "Monuments Boys Girls"
Eddyburg · 11 Mag 2017
Consumo di suolo, città italiane sempre più cementificate
la Repubblica · 13 Mag 2017
Nasce il ticket Mann-Capodimonte E Franceschini "riapre" i Girolamini
Corriere della Sera · 14 Mag 2017
Napoli. Made in cloister non piace al parroco
Corriere della Sera · 14 Mag 2017
Napoli. Capodimonte, pace fatta tra Sgarbi e Bellenger
Il Giornale dell'Arte · 15 Mag 2017
Verona, spariti volumi antichi dalla Biblioteca Capitolare
Corriere della Sera · 15 Mag 2017
Verona. Il giallo dei testi di Galileo spariti. Indagato l'uomo dei furti di Napoli
Corriere della Sera · 16 Mag 2017
Campania. Affittopoli, la Corte dei Conti indaga tre ex soprintendenti
Corriere della Sera · 16 Mag 2017
Sant'Elmo dimezzato. Inagibili gli Ambulacri e l'Auditorium. E la Scarlatti trasloca al Sannazaro
Corriere della Sera · 16 Mag 2017
Mura Aureliane, 19 chilometri di storia e arte lasciati al degrado
la Repubblica · 16 Mag 2017
Inquilini abusivi in parchi e musei alloggi di pregio a 50 euro al mese
la Repubblica · 17 Mag 2017
Inquilini di lusso in parchi e musei "Ma chi lo dice che siamo abusivi?"
la Repubblica · 18 Mag 2017
Furto negli scavi di Pompei, rubata borchia VI sec A.C. Osanna: "Una ferita per l'Italia"