Il professore di Storia dell'arte moderna e Museologia dell'Università di Bergamo, Giovanni Carlo Federico Villa (foto), ha ricevuto una sanzione in qualità di rappresentante legale di una società che gli ha dato un incarico privato, senza però che il docente avesse avvertito l'Ateneo: questa la violazione, che si sarebbe ripetuta con altre due società, secondo la Guardia di Finanza di Vicenza. «Non siamo mai stati informati di nulla», commenta il rettore Remo Morzenti Pellegrini. La sanzione complessiva, per le tre aziende, è di 280 mila euro. «Un affidamento degli incarichi al docente effettuato dalle tre società in spregio alla disciplina dedicata». Non usa giri di parole la nota ufficiale con cui il nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Vicenza chiarisce i termini della vicenda che vede protagonista Giovanni Carlo Federico Villa, 48 anni, docente di Storia dell'arte moderna e museologia al Dipartimento di Lettere, Filosofia e Comunicazione dell'Università di Bergamo. E altrettanto diretto è il rettore dell'Ateneo orobico, Remo Morzenti Pellegrini, che di giri verbali ne fa ancora meno. «Formalmente non siamo mai stati notiziati di nulla, né della specifica vicenda che abbiamo appreso dai giornali, né abbiamo ricevuto richieste o informative sulle attività oggetto di contestazione, da parte del diretto interessato». Che, invece, un dipendente pubblico, quale è un docente universitario (a tempo pieno), avrebbe dovuto fare. Lo dice la legge sul cumulo di incarichi extra istituzionali e sull'incompatibilità nel pubblico impiego su cui le Fiamme gialle hanno acceso da tempo il faro, arrivando a comminare una sanzione amministrativa di oltre 280 mila euro a tre società: in una Villa è rappresentante legale. Dalle indagini, svolte in collaborazione con il nucleo speciale anticorruzione della Gdf di Roma, è emerso come Villa, nel periodo che va dal 2013 al 2017, abbia ricevuto l'affidamento di «molteplici incarichi prevalentemente orientati all'organizzazione di eventi nel settore dell'arte e della cultura», dalla Didaké di Torino (cioè la società di cui egli stesso è rappresentante legale), oltre che dalla Montenovi e dalla Gitech, due società con sede a Roma. L'importo complessivo percepito dal professore 140 mila euro è l'esatta metà della sanzione, elevata per il motivo che «il conferimento degli incarichi da parte delle imprese interessate è avvenuto senza la preventiva ed obbligatoria autorizzazione dell'Amministrazione di appartenenza: un adempimento, si legge nel documento dei finanzieri, non osservato dallo stesso professore». Molto semplicemente, per organizzare eventi pagati, avrebbe dovuto avere l'ok dell'Università. Ora saranno i rappresentanti legali, obbligati in solido, a dover sanare la pesante sanzione; Mauro Montenovi ed Enrica Ronchini, oltre allo stesso Villa. Ieri abbiamo cercato di contattare il professore più volte, senza ricevere risposte. Trattandosi di un dipendente pubblico a cui è stata comminata una sanzione amministrativa, non è escluso che la vicenda di Villa e dei suoi incarichi possa essere pure attenzionata dalla Corte dei Conti per una valutazione di un possibile danno erariale. Una questione, questa del danno, che anche il Comune di Vicenza sta vagliando ai raggi x relativamente alle attività svolte da Villa in alcuni enti locali, nel periodo tra il 2015 ed il 2018. In particolare come direttore dei Musei Civici e direttore scientifico di Palazzo Chiericati dove il docente, tra il 2015 e il 2016, ha svolto il suo incarico percependo degli emolumenti dalla Fondazione Roi (nella quale sedeva come membro di diritto con la qualifica di direttore pro tempore) presieduta dall'allora numero uno della Popolare di Vicenza Gianni Zonin. Dopo il crac delle banche venete, Villa ha proseguito la sua mission con la qualifica di direttore onorario, incarico extra lavorativo gratuito dal 1 dicembre 2016 al 31 dicembre 2017. Della sua attività come ex direttore (pro tempore, tecnico ed infine onorario) dei Musei Civici vicentini restano ancora tracce, come ad esempio l'audioguida con cui proprio Villa, voce narrante, conduce i visitatori alla scoperta delle opere d'arte di Palazzo Chiericati, un viaggio di 50 minuti nelle stanze piene di tesori. Una produzione ultimata a marzo di un anno fa, pochi mesi prima che il docente torinese rimettesse nelle mani del sindaco neo eletto, Francesco Ruocco (centrodestra) il mandato fiduciario ricevuto dal precedente primo cittadino, Achille Variati (centrosinistra). Ma la presenza di Villa nella città vicentina presenta un altro strascico giudiziario, dal momento che il professore risulta indagato, con una dipendente comunale, in un procedimento (non ancora concluso) per abuso d'ufficio e rivelazione di segreti. I fatti, finiti al vaglio della Procura, risalgono all'estate di due anni fa, quando fu indetto un concorso per un posto di istruttore direttivo ai Musei Civici di Vicenza, il cui esito finale secondo l'accusa sarebbe stato viziato a favore di una candidata che sarebbe venuta a conoscenza in anticipo delle domande della prova.