«C'è la Pietà di Leonardo?». Le gaffe all'Urban Center L'Urban Center della Galleria saluta e ringrazia. Da ieri, dopo 18 anni di onesto lavoro è ufficialmente in pensione. Il suo posto è stato preso dal fratello gemello che si trova in Triennale ed è operativo dal primo marzo. Mancherà? Sicuramente mancherà una funzione di infopoint nella zona di massimo passaggio di turisti in Galleria tra piazza Scala e piazza Duomo. Ma basta spostarsi di pochi metri per raggiungere o quello di Palazzo dei Giureconsulti in piazza Mercanti o quello che aprirà tra poco a Palazzo Reale. Al punto informativo in Galleria, la media di chi chiedeva informazioni anche surreali si aggirava intorno alle 400 persone ogni giorno. Mancherà meno se si pensa all'altra funzione svolta dall'Urban Center che è quella di promuovere la città e il suo sviluppo. Dal 2001 a oggi gli spazi in Galleria hanno ospitato 170 mostre e 1.200 incontri pubblici. Qui sono stati esposti in anteprima i modellini dei grattacieli di Porta Nuova, Citylife e altri interventi urbanistici realizzati negli anni successivi. Da questo punto di vista il connubio con la Triennale è perfetto. Però la vera motivazione che ha portato al trasferimento dell'Urban Center nel palazzo di viale Alemagna è squisitamente economica. I metri quadrati in Galleria rappresentano denaro sonante per il Comune. Si pensi che gli spazi occupati dall'Urban Center sono stati aggiudicati tramite gara pubblica a Moncler per un canone annuo di 2,5 milioni di euro. Torniamo al punto informativo e per evitare la parodia che è sempre in agguato (tipo Totò e Peppino in piazza Duomo) seguiremo testualmente e pedissequamente le richieste curiose dei tanti turisti (soprattutto stranieri) che hanno affollato la struttura in Galleria. Due studentesse inglesi al loro primo viaggio a Milano si sono rivolte all'operatore (che risponde in inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo): «Scusi, vorremmo avere informazioni sul Museo di Leonardo DiCaprio». La difficoltà è stata restare seri. L'operatore imperturbabile ha spiegato la differenza tra il genio rinascimentale e l'attore americano e ha indicato dove si possono ammirare le opere dell'artista. Altra variante leonardesca è quella che riguarda il Cenacolo. «Buongiorno, mi sa dire dove si trova il cenone di Leonardo?». Perché a fare confusione non sono solo gli stranieri ma anche tanti italiani, come quella signora che ha chiesto orari e giorni di apertura per ammirare la mostra di Chanel a Palazzo Reale. Non era Chanel, era Chagall. Ancora. «Scusi, dove posso vedere il Cenacolo di Michelangelo?». È uno degli svarioni top. Che si abbina all'altro: «Dove si trova la Pietà di Leonardo?». Se la storia dell'arte è deludente, altrettanto si può dire della geografia. In questo caso, si tratta di due italiani che una volta arrivati a Milano si sono detti: ma perché non ci facciamo una bella passeggiata in spiaggia. E dove? Ma qui, a due passi non c'è forse Milano Marittima? Va bene che c'è uno stretto rapporto tra le due città, ma la distanza è misurabile esattamente in 311 chilometri. Meglio, molto meglio è andata a quella coppia americana che si è presentata con due biglietti ferroviari per Loreto, quando loro molto più semplicemente dovevano arrivare a piazzale Loreto.