Non vi è certezza che i libri sequestrati nel Centro europeo di studi normanni siano quelli trafugati dalla biblioteca «Mancini» di Ariano Irpino: anche se le motivazioni non sono state ancora depositate, probabilmente è questo il motivo per cui ieri il Tribunale del Riesame di Benevento (presidente Sergio Pezza, giudici Anita Polito e Andrea Loffredo) ha annullato il sequestro di 27 volumi all'ex ministro Ortensio Zecchino, che è indagato per ricettazione e riciclaggio; accolta dunque la richiesta del difensore di Zecchino, avvocato Vincenzo Regardi. Nel corso della sua discussione, venerdì scorso, il penalista si era soffermato sull'impossibilità di dimostrare che i libri antichi provenissero dalla biblioteca «Mancini» dal momento che innanzitutto non recano alcuna stampigliatura che lo attesti; inoltre il fatto che provengano da conventi della zona non significa che siano necessariamente transitati dalla «Mancini», dove pure sono confluiti centinaia di testi provenienti da edifici religiosi irpini. Un ultimo punto: secondo la difesa di Zecchino, nella biblioteca comunale di Ariano Irpino non esiste un catalogo redatto con criteri scientifici, dunque non si sa neppure con precisione quali e quanti libri contenga o abbia contenuto. Soddisfatto ovviamente l'ex ministro, che negli anni scorsi ha fondato il Centro europeo di studi normanni, prestigiosi istituto di ricerca storica. La decisione del Tribunale de Riesame segna un punto a suo favore e potrebbe avere conseguenze sulla vicenda processuale. Si attendono ora le valutazioni della Procura. In un'intervista al Corriere del Mezzogiorno , Ortensio Zecchino si era detto molto amareggiato per la vicenda, temendo che il suo nome venisse accostato a quello di Marcello Dell'Utri, altro politico bibliofilo finito nei guai per la spoliazione della storica biblioteca dei Girolamini.