Il commissario Felicori: «Sarà palcoscenico d'Italia». De Luca e l'assenza del sindaco: «Tutti polemici» NAPOLI. La 67ma edizione del Festival di Ravello torna alla nostalgia del '900, alla celebrazione del sinfonismo nazionale e dei talenti nostrani, assieme al recupero di un rinnovato protagonismo dei Conservatori campani e, soprattutto, del teatro San Carlo di Napoli. Il respiro internazionale delle passate edizioni si assottiglia per fare spazio alla centralità dell'«Orchestra Italia». Del resto, il commissario della Fondazione, Mauro Felicori, aveva messo da subito le mani avanti, dato il ritardo accumulato: «Abbiamo immaginato Ravello come palcoscenico dell'Italia. Ringrazio il presidente della Regione De Luca per la fiducia, e posso dire che non ho mai ricevuto pressioni o ingerenze». La sovrintendente e il direttore artistico del San Carlo, Rosanna Purchia e Paolo Pinamonti, hanno pienamente condiviso il nuovo corso. «Abbiamo avuto il coraggio della rivoluzione hanno commentato a margine della conferenza stampa e la vera novità è che il programma del Festival questa volta non si è avvalso del contributo degli agenti, ma abbiamo fatto tutto da soli, grazie al patrimonio di relazioni personali». E il sindaco di Ravello Salvatore Di Martino che ha confermato la sua assenza polemica contro Felicori «podestà»? «Oggi, in Italia, fanno tutti una polemica ha commentato De Luca . Poi, che la faccia pure Salvatore Di Martino, cosa vuole che le dica? Penso che ci chiariremo presto». I due milioni del Por ci sono. Ma Felicori ha tenuto a sottolineare che «il budget sarà di poco inferiore a quello degli altri anni poiché una parte dei fondi sarà riservata alla destagionalizzazione, vale a dire alle attività promosse da aprile a novembre». Non ci sarà soltanto la musica «ma serate scientifiche, ad esempio, e immaginando un festival-sistema ha aggiunto il commissario ed ex direttore della Reggia di Caserta ci si può aprire alla danza, al teatro, alla storia, alla filosofia, al design». La proposta di un festival di lunga programmazione ha ricevuto il sostegno del governatore: «Occorre utilizzare al meglio l'auditorium Oscar Niemeyer e villa Rufolo. La Regione c'è e, dopo questa edizione, lavoreremo a una strutturazione permanente anche nell'organizzazione». Il governatore, di ritorno da Caserta, ha tenuto a lanciare un appello al Governo perché nomini il nuovo direttore del complesso vanvitelliano «altrimenti saranno vanificati tutti gli sforzi fatti finora» ed è tornato sulla necessità di riequilibrare i contributi delle istituzioni per il San Carlo: «Finanziamo con 7 milioni di euro, che diventeranno 9, i lavori di recupero di San Pietro a Majella. La Regione non può fare tutta da sola».