Venditori abusivi di paccottiglia assediano mattina e sera i turisti nel cuore della città Rifiuti e merce venduta in modo abusivo. Ambulanti e sacchetti della spazzatura, cestini traboccanti di immondizia di ogni genere, peraltro dalle buste trasparenti utilizzate ormai da oltre due anni per motivi di sicurezza. Non in un quartiere qualsiasi della Capitale, dove peraltro scene come queste sono abbastanza frequenti lo stesso, ma in pieno centro e per di più attorno al salotto di Fontana di Trevi. Il fine settimana fra la Festa della Liberazione e il prossimo Primo maggio ha riproposto ancora una volta il triste spettacolo dell'emergenza-decoro in uno dei luoghi più visitati al mondo. Un degrado inarrestabile, dove nonostante gli interventi dell'Ama per ripulire le strade e i vicoli, la sporcizia regna sovrana soprattutto nelle ore centrali, quando l'afflusso di turisti ma anche di romani è maggiore. E non manca ovviamente nemmeno il suk composto da venditori abusivi che propongono merce di dubbia provenienza e senza marchi di sicurezza su improvvisati banchetti e su lenzuola stese in mezzo alla strada. «Arrivano e si piazzano lì senza che nessuno dica loro di andare via. E anche quando questo accade, sembra che sappiano bene come comportarsi perché ritirano tutto in un attimo e cambiano zona, magari poi per ritornare dopo qualche ora nello stesso punto», spiega un residente ormai rassegnato visto lo «spettacolo», quotidianamente sotto gli occhi di tutti, anche dei commercianti delle botteghe e dei ristoranti più vecchi, è sempre lo stesso. Eppure i vigili urbani intervengono con una certa frequenza, le operazioni di bonifica e controllo fra via delle Muratte e via dell'Umiltà sono effettuate con regolarità e si susseguono, anche dall'inizio dell'anno, multe e sequestri. Ci sono stati anche numerosi daspo urbani notificati o proposti al questore per cercare di allontanare persone moleste che avvicinano i turisti pretendendo da loro l'elemosina specialmente davanti o nei pressi delle chiese e dei monumenti, ma ogni giorno si ricomincia daccapo. Soprattutto nei periodi festivi, come quello che sta per finire con il lungo ponte di Pasqua, il suk sembra ritrovare vigore. Le facce sono sempre diverse, i venditori cambiano come se si spartissero il territorio, affinché non siano gli stessi a cadere nella rete dei controlli. Le multe sono da migliaia di euro ma non vengono pagate quasi mai. Una sorta di impunità che si tramanda da ambulante ad ambulante. Per loro, il rischio maggiore è quello di vedersi sequestrare il carico di merce e basta. Perché poi se si tratta solo di infrazioni amministrative, c'è soltanto la sanzione mentre in caso di merce contraffatta scatta la denuncia penale. Qualche problema in più,potrebbero averlo i recidivi, che alla fine potrebbero fare davvero i conti con il carcere per cumulo pene. Ma sono circostanze che chi lavora per strada in questo modo, spesso sfruttato da organizzazioni criminali che lo rifornisce di articoli e prodotti di qualsiasi genere, ha già messo in conto. Nel frattempo i luoghi a maggiore richiamo turistico rischiano di fare questa fine, proprio come accade con i dintorni di Fontana di Trevi dove la stagione estiva già comincia con questa prospettiva: super vigilato il monumento anche per evitare bagni proibiti, ma ambulanti e disturbatori che trasformano il passeggio dei turisti in una specie di perpetua corsa ad ostacoli.