Lunghe code ma con i bis i servizi reggono. Parcheggi esauriti VENEZIA. Gli imbarcaderi affollati a piazzale Roma e alla stazione di Santa Lucia, la coda ai pontili delle Fondamente Nove che si allungava fino a ponte Donà. E poi calle Bressagio, a Murano, e la fondamenta dei Squeri, a Burano, completamente occupate dai turisti; i parcheggi comunali, raggiunto il punto di saturazione, costretti a bloccare la sbarra per quasi cinque ore; la folla di piazza San Marco che assediava la Basilica o, nell'attesa, sceglieva di mangiare uno spuntino sui gradini delle Procuratie, ingaggiando un «balletto» con i Guardians, impegnati proprio a bacchettare i turisti irrispettosi. Il sole l'ultimo «ponte» di Pasqua riportano a Venezia migliaia di visitatori dei visitatori «mordi e fuggi», che anche ieri hanno preso d'assalto il centro storico e le isole. Alla folla si aggiungeva la folla, visto che, dopo essere stati costretti al coperto da due giorni di nuvole e pioggia, anche i turisti pernottanti ieri hanno voluto attraversare la città a piedi, preferendo campi e rive a musei e negozi. Unica eccezione la Basilica, che vedeva una fila che si allungava fino ai portici di palazzo Ducale. Come se non bastasse, la partita in programma allo stadio Penzo tra Venezia e Crotone ha finito per congestionare ulteriormente i mezzi pubblici, almeno per qualche ora. E, con un altro «ponte» festivo in vista e la settimana della vernice della Biennale d'Arte ormai imminente, in tanti chiedono un'organizzazione diversa per fare fronte all'afflusso dei prossimi giorni. «Servono servizi di rinforzo per i Giardini e per Sant'Elena, almeno durante i primi giorni della mostra raccomanda Alberto Cancian, di Usb trasporti I vaporetti viaggiano già al massimo carico, bisogna organizzare per tempo le corse bis o la folla ci travolgerà: la vernice è un momento splendido, ma le presenze in città risultano moltiplicate. Fortunatamente quel flusso è prevedibile». Avm sta mettendo in campo ogni mezzo a sua disposizione in queste settimane: ieri si contavano 80 corse aggiuntive per il servizio di navigazione e una ventina per l'automobilistico, che però seguiva l'orario feriale. Nel fine settimana di Pasqua, tra venerdì e lunedì, erano state disposte circa 540 bis, arrivando in una sola giornata ad avere 125 autobus e 80 vaporetti in più, utili a spostare i circa 80 mila arrivi registrati in città ogni giorno del weekend festivo. Il massimo che l'azienda poteva fare ha sottolineato il direttore generale Giovanni Seno anche perché più barche di così difficilmente possono transitare in Canal Grande e sui canali per le isole. Numeri quasi allineati, insomma, anche se pare che ieri i parcheggi di piazzale Roma abbiano retto meglio il colpo. L'azienda ricorda che lo scorso anno le presenze erano state circa le stesse, almeno fino a maggio, quando le cifre hanno iniziato a calare. Per un confronto è meglio attendere ancora qualche settimana, anche perché nel 2018 l'effetto «tornelli» ha convinto i turisti a visitare una città a «numero chiuso». Venezia infatti continua a interrogarsi sulla gestione dei flussi, anche se pure in questo senso qualcosa sta cambiando: ieri i turisti parevano distribuiti in maniera più equa nelle varie zone della città, anche se ovviamente punti di interesse come l'area marciana e quella realtina restano i più gettonati. «Ma erano piene anche l'Accademia e Santo Stefano, Santa Maria Formosa, San Giovanni e Paolo. Questo è senz'altro positivo spiega Claudio Vernier, presidente dell'associazione piazza San Marco speriamo che si fermino anche a dormire, e non siano solo "escursionisti". Adesso serve un sistema di gestione più rigido: il calendario dei giorni da bollino nero e gli incentivi alla prenotazione non arriveranno mai troppo presto». Anche se, ormai, per la Biennale bisognerà fare alla vecchia maniera.