Di Martino: «Non vado alla conferenza, Felicori fa il podestà» NAPOLI. La conferenza stampa di presentazione del programma della edizione 2019 del Ravello Festival si terrà lunedì prossimo nella sala giunta della Regione a Santa Lucia. Ma tra i presenti, assieme al governatore Vincenzo De Luca, alla sovrintendente e al direttore artistico del Teatro San Carlo, Rosanna Purchia e Paolo Pinamonti, e al commissario della Fondazione Ravello, Mauro Felicori, per la prima volta non ci sarà il sindaco del Comune, socio fondatore della Fondazione. E dire che era stato proprio il primo cittadino Salvatore Di Martino ad invocare una gestione rinnovata del Festival e a chiedere il commissariamento della Fondazione in consiglio comunale. «Ma non avrei mai immaginato commenta ora che si potesse giungere a questa caduta di stile». Ma cosa è accaduto? Sui vivacissimi siti di informazione locale si parla dei bandi per il noleggio di pianoforti e l'allestimento delle luci per i concerti pubblicati con estremo ritardo. Mentre su altre pagine fioccano interventi di giornalisti ed ex organizzatori del Festival di Ravello che si contendono l'attenzione con critiche e approvazioni su quanto il commissario Felicori sta preparando per l'edizione 2019. «Non ho alcuna intenzione di fare polemica aggiunge il primo cittadino ma non vedo per quale motivo dovrei essere presente alla conferenza stampa se l'amministrazione comunale non è stata per niente coinvolta. È vero, ero stato tra i primi a chiedere la nomina di un commissario per la Fondazione, ma per imprimere una svolta migliorativa, rinunciando persino ad esercitare il potere di nomina dei soci. Invece, Felicori pare interpretare il suo ruolo come un podestà. Anzi sottolinea Di Martino sul sito della Fondazione, non so se per ignoranza o mala fede, continua a comparire il logo del Comune». A Ravello si teme che il programma di quest'anno possa subire un ridimensionamento a danno del prestigio della rassegna. Ma dalla Fondazione fanno intendere che non sarà così e che il budget sarà in linea con quelli degli anni passati. «I finanziamenti del Por, di 2 milioni circa, ci sono aggiunge il sindaco Di Martino . Ma poi si dovrà vedere quali saranno le scelte operate dal commissario. Vanno bene i giovani dei Conservatori campani. Tuttavia, il Festival è un'altra cosa. Speriamo di non essere sommersi dalle critiche». Prosegue, intanto, il programma con le esibizioni dei giovani talenti ("Meglio gioventù"): il ciclo di concerti organizzato dalla Fondazione Ravello in collaborazione con i conservatori della Campania. Tre gli appuntamenti, dal 25 aprile al 1 maggio. Si parte stamani (ore 11.30, duomo di Ravello) con una delle opere di musica sacra più significative del '700, lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi, eseguito dall'Orchestra d'archi del Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno, diretta da Ivan Antonio. Il soprano Anna Corvino e il mezzo soprano Lucia Branda saranno le voci soliste. Sabato 27 aprile (ore 20, Auditorium Oscar Niemeyer) spazio all'Orchestra ritmico sinfonica del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli diretta da Mariano Patti con un Omaggio a Bernstein. Mercoledì 1 maggio (ore 19, Auditorium Oscar Niemeyer) sarà la volta del Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino che proporrà le Variazioni su un tema rococò opera 33 per violoncello e orchestra ed il Concerto per pianoforte e orchestra n.1 di ajkovskij. Sul podio Giuseppe Camerlingo con al pianoforte Angelo Gala e al violoncello Gabriele Melone.