La stagione del sindacato nell'area ad est di Napoli riparte da Pompei. O meglio, dalla Pompei Techno World, la spa nata intorno al progetto «Pompei 2000», il grande parco a tema finanziato anche dall'Europa a 150 metri dagli scavi della città antica e dall'uscita della A3, che dovrebbe accogliere a regime 2.160.000 visitatori e dare lavoro a 104 persone, cui andrebbero ad aggiungersi 26 stagionali. L'iniziativa - denunciano i sindacati -non è ancora partita con l'avvio dei cantieri per la costruzione dell'albergo, dei parcheggi, del teatro Imax, del cinema multimediale e del museo virtuale previsti per permettere ai visitatori una «full immersion» in una giornata tipica della città imperiale seppellita dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. «Questo - sottolinea Giuseppe Gargiulo, segretario provinciale della Cisl - nonostante lo scorso 15 aprile sia stato sottoscritto l'ultimo atto tecnico che ha di fatto sbloccato una delle più importanti iniziative del contratto d'area nel territorio di Torre Annunziata». La Cisl, insieme con Cgil e Uil, a fine luglio ha chiesto un incontro con la Regione Campania per comprendere come mai dei 36 mesi previsti per la realizzazione del progetto dopo quella firma, ben quattro siano trascorsi senza la posa della prima pietra del cantiere. Consapevoli, però, che i cambiamenti nel governo della Campania e al vertice della Tess, società di gestione del contratto d'area, abbiano potuto far slittare i tempi, i sindacati premono comunque per il rilancio della iniziativa e, soprattutto, intendono monitorare ogni singolo tassello, non solo nella realizzazione di «Pompei 2000», ma anche di tutti gli altri progetti del contratto d'area. «La precondizione è che il Sarno sia bonificato - spiega Gargiulo -. Senza questo passaggio, tutta la programmazione di riconversione di quest'area e di recupero della sua vocazione turistica è inutile. Di pari passo al risanamento del fiume, devono marciare iniziative come Pompei 2000. A Natale finisce la Cig per molti dei 5mila posti di lavoro che abbiamo accettato negli anni '90 di sacrificare. Il rispetto dei tempi di ogni progetto diventa fondamentale. Per questo ci preme che la Pompei Tech World sia subito nelle condizioni di operare». Il sindacato è anche preoccupato che non vadano persi 70 miliardi di lire che erano destinati dal Cipe, sempre nell'accordo di programma, al progetto della «Villa Romana», saltato proprio perché i 36 mesi per la sua realizzazione trascorsero senza che l'imprenditore ponesse mano all'opera. Un brutto risultato che si vuole evitare per «Pompei 2000». In attesa di essere convocati da via Santa Lucia, i sindacati stanno per incontrare Leopoldo Spedaliere, da poco insediatosi alla guida della Tess. «Ho già fatto partire le lettere di invito - spiega l'ad - ci siamo visti a fine luglio, ma dovevo ancora fare il punto della situazione. Pompei 2000 è una questione delicata e articolata. Gli imprenditori hanno già compiuto adempimenti finanziari che spettavano loro quali il pagamento di rate di acquisto delle aree ex Vega Tecnotubi. Lunedì prossimo incontrerò l'amministratore delegato della società Gennaro De Sena e farò il punto anche con lui». Spedaliere, poi, assicura che per «Villa Romana» si troveranno alternative. «Entro fine anno - dice - il Consiglio di Stato si pronuncerà in merito al contenzioso che esiste fra l'imprenditore e lo Stato. Solo dopo questo passaggio potremmo agire. Ma lo faremo, perché, con Pompei 2000, quel progetto è strategico per Torre Annunziata».