Città da sold out e Decumani paralizzati nonostante il maltempo. Diciottomila ingressi a Pompei Stazioni del metrò sopraffollate, Anm chiude per un'ora Dante e Municipio. Vento, disagi a Capri Napoli. Tre «ponti» praticamente uniti (Pasqua, 25 aprile, Primo maggio) e un assalto di turisti che non ha precedenti. Domenica e ieri, nonostante il tempo incerto e in qualche caso la pioggia, la città è stata da «sold out». Impossibile passeggiare per via Toledo o per i Decumani. Lunghissime file davanti al Mann per la mostra di Canova e a Capodimonte per l'esposizione su Caravaggio. Ma forse i tempi di attesa più lunghi si sono registrati per vedere il Cristo Velato nella cappella che fu del principe di Sansevero: oltre mezz'ora. Non è un caso che «Airbnb» la piattaforma dedicata all'ospitalità extra alberghiera, per la prima volta ha inserito Napoli nella Top ten delle prenotazioni. Al settimo posto, per l'esattezza e dopo gioielli d'arte come Cordoba, uno dei principali centri islamici sul continente europeo durante l'età medioevale e L'Avana della Cuba ritrovata. E i compagnia di Nizza, Granada e Vienna. Ma dopo anche la capitale della cultura, Matera. Per il sito gli arrivi rispetto allo scorso anno sono triplicati. Ma purtroppo si sono registrati ancora disagi nei trasporti. A causa del sovraffollamento di passeggeri, le stazioni della Linea 1 della Metropolitana di Municipio e Dante sono state chiuse nel pomeriggio dalle 18 alle 19. La chiusura è stata necessaria per mettere in circolazione un altro treno oltre agli otto già circolanti e che nella giornata di Pasquetta stavano garantendo una normale frequenza festiva di un treno ogni 8-9 minuti. La decisione di Anm è dovuta al grande afflusso di napoletani e turisti nelle due stazioni, in particolare in coincidenza con la pioggia che si è abbattuta sulla città nel pomeriggio. Forte affluenza anche alla stazione di Toledo, con l'afflusso di viaggiatori che è stato scaglionato in modo da evitare il sovraffollamento delle banchine di attesa. Ma ecco un po' di numeri: domenica il Museo Archeologico ha fatto segnare 3.500 ingressi. E a giudicare dalla fina di ieri mattina la stessa cifra è stata toccata a Pasquetta. Per Capodimonte, penalizzato dai trasporti e dalle navette che spesso giungono e partono vuote, il boom potrebbe avere cifre molto più alte. E invece ci si è attestati a intorno ai tremila visitatori domenica e 2.394 a Pasquetta. Fuori città la Reggia di Caserta ha fatto registrare lunghe file e circa tremila ingressi. Il Vesuvio è stato tra le mete preferite a Pasqua dai turisti nonostante il tempo incerto: per l'intera giornata sono stati 4.388 gli accessi al Gran Conoi. «Sono molto soddisfatto di questi risultati, vuol dire che il lavoro di promozione che come Ente Parco stiamo svolgendo sta dando i suoi frutti» dice il presidente dell'Ente Parco Vesuvio, Agostino Casillo. Oltre 35 mila passeggeri e 4 mila autoveicoli sono sbarcati nei tre porti dell'isola di Ischia tra giovedì 18 e sabato 20 aprile. È il dato diffuso dal tenente di vascello Andrea Meloni, comandante della Guardia Costiera di Ischia che ha intensificato in queste ore il presidio dei porti dell'isola al fine di assicurare un corretto flusso sia dei collegamenti marittimi che della viabilità portuale. «I controlli - afferma Meloni - sono stati garantiti durante tutte le fasce orarie, con maggiori rinforzi di personale nelle ore di maggior afflusso, ed hanno visto la Guardia Costiera impegnata congiuntamente con la Polizia Municipale di Ischia». Ieri sera però, a causa del maltempo, sono state soppresse tutte le corse degli aliscafi. Regolari invece le corse con le navi. Qualche disagio si è registrato a Capri dove nella giornata di ieri il mare è stato forza 4 con raffiche di vento fino a 40 nodi. I collegamenti con gli aliscafi sono andati a singhiozzo e, per paura di non poter rientrare, molti turisti hanno deciso un rientro anticipato. Il forte vento ha provocato il danneggiamento della tenda di una pensilina parasole nel porto di Capri, parzialmente divelta in prossimità dell'attracco delle linee veloci. «Ma nulla di più o di così grave come era stato annunciato da vari siti web meteorologici», polemizza ancora Federalberghi.