Lecco. Stivaloni fino al ginocchio, paletta e scopa in mano, poco più in là, appoggiati su una panca, caschetto e corde da imbracatura con cui ha appena finito di calarsi dal versante della rupe che si affaccia sull'Adda per potare rami e sterpaglie. Termina di spazzare la scalinata che porta alla chiesetta, 178 gradini, 52 metri d'altezza sul fiume, e accoglie i turisti con un sorriso. Pochi istanti, smette i panni da operaio, si infila la giacca e si mette alla guida di una folta comitiva. Fiorenzo Mandelli, 68 anni, è il custode del santuario della Madonna della Rocchetta, sulla cima di un picco roccioso che divide il fiume dal naviglio, lungo il cammino di Sant'Agostino, nel cuore del parco dell'Adda. Cicerone, esperto d'arte, elettricista, giardiniere. Non passa giorno che dalla sua casa a Mezzago non percorra i dieci chilometri che lo separano dal santuario, per pulire o sistemare qualcosa e per guidare i visitatori alla scoperta dei luoghi che già cinquecento anni fa incantarono Leonardo da Vinci, che da questo paesaggio trasse spunto per l'ambientazione della Vergine delle Rocce e qui studiò la possibilità di superare le rapide con un sistema di chiuse. Solo grazie alla sua caparbietà la chiesetta, dedicata alla Vergine, eretta nel 1386, è stata restituita alla comunità. «Prima veniva aperta solamente una volta all'anno, il lunedì dell'Angelo racconta Mandelli . Le erbacce e i rovi stavano prendendo il sopravvento e così nel 2006, quando sono andato in pensione dopo aver lavorato per un'importante industria di microelettronica, ho iniziato a prendermene cura. Mi occupo come volontario del santuario ma anche delle conche sottostanti del naviglio di Paderno d'Adda, comune lecchese dove si trova la chiesa che appartiene alla parrocchia di Porto d'Adda, tra l'antico ducato di Milano e la repubblica veneta. Luogo di confine, dove hanno vissuto religiosi e militari, all'origine qui c'era un castrum ed è stata trovata anche un'antica cisterna romana». In paese lo chiamano l'angelo custode della Rocchetta, che grazie al suo lavoro non solo è tornata all'antico splendore, ma è tra i luoghi più visitati di questo angolo di Brianza. «Ho accolto vescovi e diplomatici, attori, sportivi, scrittori, cantanti, oltre a moltissime scolaresche racconta Fiorenzo, con un pizzico di orgoglio- . Una parte di mondo ha percorso questa alzaia e io ho avuto l'onore di vivere questo periodo da spettatore privilegiato. La cosa che mi ha dato più soddisfazione? Da qualche tempo al santuario è anche possibile celebrare matrimoni». Non solo. Il primo maggio, nel piazzale della chiesa, sarà inaugurata una statua a grandezza naturale di Leonardo da Vinci. E naturalmente a volerla è stato lui, Mandelli. «Ho scritto una lettera all'amministrazione nel 2017. Non potevo credere che proprio qui non si sarebbe fatto nulla per ricordare il Genio. Ero disposto a pagarla di tasca mia, non è stato necessario, l'ha finanziata interamente il comune di Paderno», sorride Fiorenzo, mentre pensa già al prossimo progetto per rendere ancora più bello il «suo» santuario.
Corriere della Sera
21 Aprile 2019
Madonna della Rocchetta. Il santuario autogestito
BA
Barbara Gerosa
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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