La pianta organica ne prevede 85, ma in servizio sono rimasti in 53. Elisabetta Piccioni, direttore a interim: "Situazione sempre più critica" A Pasqua e Pasquetta, la galleria nazionale di Palazzo Spinola rimarrà chiusa per mancanza di personale. Nell'intero complesso Palazzo Reale-Palazzo Spinola, i due musei nazionali di Genova, ovvero direttamente dipendenti dal Ministero dei Beni culturali, mancano 32 custodi. La pianta organica ne chiederebbe 85, ma anno dopo anno il turn over ha ridotto il personale addetto alla vigilanza a 53 unità, di cui diverse beneficiano della legge 104. Insomma manca il 40 dei custodi per far funzionare normalmente il museo. E, a leggere tutta la pianta organica del complesso museale, le cose non sembrano andar meglio: su un totale di 117 unità previste, ne sono rimaste in servizio 69: quasi la metà. Nelle scorse ore si è svolto l'ennesimo, teso, vertice tra Elisabetta Piccioni, segretario regionale Ministero per i Beni Cultura, direttore ad interim di Palazzo Reale e Palazzo Spinola e del Polo museale della Liguria e i sindacati dei lavoratori proprio per organizzare i turni di lavoro per questi ponti di primavera, Pasqua e 25 aprile, che porteranno in città turisti e visitatori nelle sale, che potrebbero andare in crisi. "La situazione è critica, non possiamo più stabilire un orario fisso, più volte in un mese dobbiamo cambiarlo proprio perché non c'è personale sufficiente per garantire l'apertura o l'apertura completa - spiega Piccioni - dobbiamo spesso "trasferire" lavoratori da Palazzo Spinola a Palazzo Reale, o viceversa, per consentire comunque aperture o la sola vigilanza, come accadrà a Pasqua e Pasquetta". Infatti, paradossalmente, a Palazzo Spinola ci saranno, nei giorni pasquali, tre custodi, ma sono il numero indispensabile per garantirne la sicurezza, insufficienti per consentirne l'apertura, come spiega la segretaria regionale del Mibac. "Non avevamo neppure un numero di custodi sufficienti per garantire la sicurezza - ammette Piccioni - e abbiamo dovuto fare ricorso, come spesso accade, a un'azienda di vigilanza privata", e tutto questo per garantire il museo, nonostante sia chiuso. Non solo i custodi non sono sufficienti e lavorano in condizioni di stress, non solo la direttrice impiega moltissimo tempo ad architettare l'organizzazione del lavoro, ma pure i turisti si trovano spesso davanti alla portone di legno, poiché neppure Palazzo Reale non è in grado di aprire tutte le sue sale, lasciando dunque insoddisfatti i visitatori. "Palazzo Reale è diventato un museo a geometria variabile - spiega Piccioni - con tre custodi garantiamo l'accesso al solo Appartamento del Principe, con quattro custodi in servizio apriamo anche il Museo, con cinque addetti alla vigilanza, poi, apriamo anche la visita alle mostre temporanee. Non sempre possiamo assicurare tutta l'offerta, capita spesso che dobbiamo ridimensionarla, e sono sempre di più i visitatori che arrivano qui per visitare la nota Galleria degli Specchi, e invece non è possibile, perché quel giorno l'abbiamo dovuta tenere chiusa, per mancanza di personale". Del resto il problema dell'organico, cui si dovrebbe occupare il Ministero dei Beni culturali è annoso: "Sono entrato come direttore del Palazzo Reale nel 1992 e il primo problema che mi è stato posto è stato quello della carenza dei custodi - spiega Luca Leoncini, direttore delle collezioni di Palazzo Reale - i concorsi sono stati fatti, nel tempo, ma non sono stati sufficienti a sostenere il turn over e il reclutamento viene fatto direttamente dal ministero. Abbiamo le mani legate ma non riusciamo davvero ad assistere, pur cercando di ovviare in ogni modo, e con l'aiuto stesso dei lavoratori, o ricorrendo alle cooperative esterne, anche se questo rappresenta un costo diretto ulteriore per il museo, non c'è mai stata una mancanza così grave di personale, tanto da dover chiudere i musei". Anche per l'intero Polo museale ligure si ripresenta lo stesso problema, con aree davvero in sofferenza: in servizio c'è la metà dei custodi necessari. Sarebbero necessarie 69 persone, lavorano solo in 38. Così come è dimezzato il personale complessivo del Polo: previste 87 unità, sono operative solo 49.